Roma, 6 mag. (Apcom) – Alla fine la spunta Gianfranco Fini: la
discussa norma sui ‘presidi-spia’ viene cancellata dal ddl
sicurezza, dopo che il presidente della Camera aveva reso
nota una lettera inviata al ministro dell’Interno, Roberto
Maroni, in cui si avvertiva del rischio di incostituzionalità di
un provvedimento in contrasto con l’obbligatorietà scolastica
prevista dalla nostra Carta. La decisione è stata presa durante
un vertice di maggioranza nella sede del gruppo del Pdl alla
Camera, poco prima che l’Aula iniziasse i suoi lavori (subito
sospesi). Oggi, sul provvedimento verrà apposta la questione di
fiducia: alle 9.30, a Palazzo Chigi, è stato convocato un
Consiglio dei ministri ad hoc.
Dunque, sulla norma dei ‘presidi-spia’ vince la linea del
presidente di Montecitorio. I suoi rilievi, spiega Maroni al
termine del vertice (presenti i capigruppo di Camera e Senato e i
ministri La Russa, Alfano, Vito e Calderoli), sono stati
giudicati “fondati” dal Viminale e hanno portato alla riscrittura
della norma, per cui il genitore extracomunitario non è più
tenuto a presentare il permesso di soggiorno nel momento
dell’iscrizione del figlio alla scuola dell’obbligo. “Prevale per
i minori il diritto a partecipare alle lezioni scolastiche”,
spiega Maroni. Il preside, insomma, non è tenuto a pretendere la
presentazione del permesso di soggiorno: “Quindi non sa se ha di
fronte dei clandestini, non può fare la spia”, gli fa eco La
Russa. Al conclave di maggioranza si è anche deciso di
reintrodurre le norme anti-racket che chiudono le porte degli
appalti pubblici alle imprese che non denuncino gli estorsori.
Con una piccola modifica: si prevede l’esclusione della
punibilità per stato di necessità.
Ieri l’Aula della Camera ha respinto le pregiudiziali di
costituzionalità dell’opposizione e avrebbe dovuto iniziare a
discutere sugli emendamenti, ma la seduta è stata chiusa e
rinviata a domani dal presidente Fini, dopo la richiesta del
presidente della commissione Affari Costituzionali, Donato Bruno,
di sospendere l’assemblea per consentire al comitato dei 18 di
esprimere il proprio parere su tutti gli emendamenti presentati.
Bruno aveva chiesto che l’aula continuasse a lavorare sugli altri
punti all’ordine del giorno, ma il Pd e l’Idv, favorevoli alla
sospensione, si sono detti contrari all’inversione dell’ordine
del giorno.
In mattinata, dunque, l’Aula riprenderà l’esame. Quasi in
contemporanea con il Cdm che si riunirà alle 9.30: unico punto
all’ordine del giorno, la fiducia sul provvedimento. Il governo
sceglie quindi la strada della blindatura e cerca di evitare le
imboscate, come già accaduto col decreto sicurezza sui tempi di
permanenza nei Cie. Ciò nonostante Maroni assicurasse, al termine
del vertice, che “non ci sono mai stati timori” sui voti segreti.
“C’è piena condivisione sul testo, su tutti gli articoli”, ha
spiegato Maroni. “Oggi c’è stato un utile chiarimento. Sono
soddisfatto, ho trovato unità totale su tutti i punti. Ora
dobbiamo approvare il ddl rapidamente perché deve tornare al
Senato”.
Grb
MAZ
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