SARONNO Il sindaco Luciano Porro apre le porte del palazzo comunale per spiegare ai saronnesi perchè la manovra rischia di mettere in ginocchio la città degli amaretti: oggi dalle 11,30 il sindaco e i suoi assessori saranno nell’atrio del palazzo comunale di piazza della Repubblica per informare e confrontarsi con i cittadini.
È determinatissimo il primo cittadino nel continuare la propria battaglia contro i tagli che rischiano di strozzare le già pericolanti finanze comunali. Fin dai primi giorni del suo mandato Porro si è lamentato per come i cordoni troppo stretti del Governo stessero mettendo in ginocchio la città. «Difficile fare una previsione su quali servizi saremo costretti a tagliare – spiega Porro – ma certo già quest’anno di sacrifici ne abbiamo fatti molti: dalla riduzione dei contributi alle associazioni sportive alla fatica di recuperare i fondi per pagare le vernici per i genitori che si sono offerti per imbiancare le scuole».
Il sindaco, che aveva partecipato alla manifestazione a Milano lo scorso 29 agosto, ha deciso di aderire allo sciopero dei sindaci: «Abbiamo fatto una giunta straordinaria martedì e abbiamo concordato con la necessità di un’azione forte». Così stamattina saranno simbolicamente chiusi l’ufficio anagrafe e stato civile: «Garantiremo il servizio ai cittadini ma formalmente chiuderemo l’ufficio per ribadire alle autorità statali che questo Comune non è più in grado di dare i servizi ai cittadini». Ma non solo: «Alle 11,30 sarò nell’atrio del comune con tutti i miei assessori: accoglieremo i cittadini che arrivano in municipio spiegando loro le difficoltà che abbiamo affrontato in questi primi mesi di lavoro e soprattutto quanto sarà ben più critica la situazione con la manovra appena approvata».
Proprio per questo il primo cittadino ha preso carta e penna ed ha scritto una lettera aperta ai saronnesi che è stata affissa in municipio e messa online: «Quella di oggi è una forma di protesta molto forte, contestuale in tanti Comuni italiani, alla quale siamo arrivati perché non siamo riusciti a far cambiare una manovra economica necessaria ma sbagliata nella parte che riguarda le istituzioni territoriali. Non vogliamo peggiorare la qualità della vostra vita ma cercare di migliorare i servizi in tutti i settori e di difendere i vostri diritti. Oggi non è più possibile perché si preferisce togliere ai Comuni invece di andare a vedere dove le risorse si sprecano realmente».
Una lettera accorata con cui Porro invita i cittadini a presentarsi in municipio: «Ho deciso di scrivervi per far conoscere a che punto siamo arrivati e perché ognuno di voi possa rendersi conto che la protesta non è della “casta” ma di chi lavora seriamente per rendere la nostra città ed il nostro Paese sempre più solidi, competitivi e vivibili».
Sara Giudici
f.tonghini
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