VARESE La morte del (presunto) reo estingue anche il (presunto) reato. L’articolo 150 del codice penale è stato applicato anche ieri mattina nel tribunale di Varese. Solo che questa volta riguardava un imputato eccellente: Claudio Castiglioni, il fondatore della mitica Cagiva (e padre di autentici capolavori su due ruote come la Elefant e la Mito, e come la Ducati 916 e la Monster), scomparso lo scorso 17 agosto a 65 anni.
Assistito dall’avvocato Andrea Lanata, Castiglioni era stato chiamato in causa dall’AgustaWestland (elicotteri) perché non avrebbe obbedito a una sentenza emessa dal tribunale dei brevetti di Milano.
Pur ribadendo il diritto di Castiglioni di utilizzare il marchio Mv Agusta (motociclette), il tribunale aveva ammonito l’imprenditore a non utilizzare la parola “Agusta” davanti alla sigla Mv (che sta per Meccaniche Verghera). E ciò per non ingenerare una confusione che, in linea teorica, avrebbe potuto danneggiare AgustaWestland.
In effetti, l’inversione era stata utilizzata da Castiglioni per caratterizzare alcuni modelli di moto. Ma la difesa sostiene che si era trattato di un mero espediente grafico. E che comunque, dopo la sentenza del tribunale, Castiglioni si era adeguato anche modificando le immagini riportate sul sito internet dell’azienda.
Su una rivista specializzata in motociclismo, tuttavia, era apparso un nuovo modello caratterizzato dal marchio Agusta Av. E ciò non era sfuggito ad AgustaWestland, che era tornata all’attacco sostendendo, giornale alla mano, che il verdetto del tribunale era stato bellamente ignorato da Castiglioni.
Ancora la difesa rigetta però questa accusa, sostenendo che l’immagine riportata sulla rivista non era fededegna o, comunque, non era frutto dell’opera o dell’ingegno dell’azienda guidata da Castiglioni: sarebbe stata invece una libera interpretazione compiuta dai redattori e dai grafici dell’azienda. Tuttavia chi abbia ragione e chi abbia torto ormai non importa più. O, almeno, non importa ai fini della giustizia penale italiana. La morte di Castiglioni, spirato dopo una lunga malattia, ha di fatto chiuso l’iter processuale.
e.marletta
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