La casta dei consiglieri regionali Ecco la pensione dei varesini

La casta dei consiglieri regionali Ecco la pensione dei varesini

VARESE L’operazione anticasta prosegue in Regione, e nel mirino stavolta finiscono i vitalizi degli ex consiglieri regionali. Sono 13 per l’esattezza, gli ex consiglieri varesini interessati fin d’ora dall’eventuale sforbiciata: loro sono già in pensione. Quello con la pensione più abbondante risulta essere Libero Losa, reduce da dieci anni di consiglio regionale che gli hanno fruttato 3.893,95 euro al mese. Vittorio Caldiroli viene subito dopo: 3.478,04 euro al mese per 15 anni da consigliere. Seguono sempre sopra l’asticella dei tremila euro Giuseppe Adamoli, 3.314,08 euro con 22 anni in Regione, e l’avvocato Giuseppe Gibilisco, 3.033,80 per sette anni da consigliere.

È invece di 2.944,85 il vitalizio percepito da Angelo Chiesa, consigliere per un decennio; 2.539,67 vanno ad Adalberto Cangi, anche lui con dieci anni di mandato sulle spalle, 2.387,81 a Pietro Reina, cinque anni, 2.350,02 a Giovanni Alcardi, dieci anni, 2.193,74 a Carlo Facchini, cinque anni, 2.134,99 ad Alberto Speroni, cinque anni, 2.016,73 ad Antonio Fiumara, cinque anni al Pirellone.

Tra i più “poveri” troviamo infine Mario Agostinelli, 1.619,16 euro e cinque anni di mandato, e Paolo Caccia, 1.218,54 euro per cinque anni.

Ora, tra le prime voci che gli attuali consiglieri del Pd vogliono mettere nell’elenco dei tagli ci sono proprio i vitalizi di ben 203 ex consiglieri regionali. Ogni anno costano ai contribuenti lombardi 7milioni e 800 mila euro, e tra loro ci sono anche i 13 varesini. Sul da farsi però i diretti interessati hanno opinioni divergenti. «Quanto meno mi ripaga di tutto quello che ho perso nei vent’anni dedicati alla politica e tolti alla mia professione».

Gibilisco è stato consigliere in Regione dal 1985 al 1990 e dal 1992 al 1995. «Avevo smesso per un paio d’anni tornando a fare l’avvocato e poi ho ripreso quando sono subentrato ad Adamoli», racconta.

«Nel 1993 era successa una cosa curiosa: avevano pubblicato i redditi, e visto che si riferivano al 1991, quando io ero tornato a lavorare, ero risultato di gran lunga il più ricco dei consiglieri regionali. Questo per dire che tutte queste proposte sono pura demagogia, quando invece avremmo bisogno di interventi seri».

Va detto però che dall’elenco emerge qualche incongruenza tra anni di mandato effettuati e vitalizio percepito. L’assegno minimo per percepire il vitalizio regionale del scatta anche dopo una sola legislatura. «È assurdo – dice Adamoli, 22 anni spesi al Pirellone – io sono tra quelli che hanno fatto in assoluto più anni e ho ricoperto praticamente qualunque ruolo, dall’assessore al capogruppo. Con tutto quello che ho versato mi sarebbe convenuto avere i contributi di previdenza pagati invece di percepire il vitalizio, ma non era possibile». Eppure, lui è favorevole alla proposta di riduzione su cui spinge il gruppo dei democratici. Pone una sola condizione: «Che il taglio riguardi tutte le indennità, e che si vada verso un adeguamento alla media europea».
Francesca Manfredi

e.marletta

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