VARESE La manovra Monti “rapina” i varesini. Previsti rincari dell’87,1% sui prelievi delle abitazioni non principali.
E dopo quella del Governo, pronta per il si definitivo del Senato, si apre il versante delle manovre locali. Anche Palazzo Estense sta facendo i conti dei bilanci preventivi 2012, cercando di mettere ordine nelle cifre che faticano a quadrare. Nonostante il ritorno dell’Ici sulla prima casa e l’introduzione dell’Imu, all’orizzonte non si escludono rincari sulle addizionali Irpef, le aliquote o le tariffe dei servizi locali.
Ma andiamo con ordine. Prendiamo prima in esame quale potrà essere il gettito generato da Ici prima casa e Imu, per poi capire come il Comune potrebbe essere costretto a intervenire. La nuova disciplina prevede, dal 2012, il debutto dell’Imu, che sostituisce l’Ici applicata oggi dai Comuni. Sulla prima casa, l’aliquota di base è del 4 per mille e può essere alzata o abbassata di due punti (prima dell’eliminazione, il Comune di Varese applicava quella basale).
Sugli immobili diversi, invece, l’aliquota di base è fissata al 7,6 per mille, ritoccabile di tre punti (per quanto riguarda Palazzo Estense è al 6,5, con un margine di azione quindi fino a quattro punti).
Di questi introiti, l’Ici sulla prima casa rimarrà interamente ai Comuni, quella sugli altri immobili verrà divisa tra Comuni e Stato. I Comuni che nel passaggio di regime otterranno più risorse rispetto ai livelli attuali, se le vedranno però assorbite dallo Stato. Mentre quelli che nel cambio di regime perderano risorse rispetto ai livelli di finanziamento attuale, verranno compensati dal fondo di riequilibrio. Inutile giocare al ribasso sull’aliquota degli immobili diversi dalla prima casa, perché in questo caso si dovrà girare allo Stato l’80% dell’Imu sul territorio.
«É un come un gatto che si morde la coda – spiega il primo cittadino Attilio Fontana – Alcuni colleghi leghisti (il sindaco di Vittorio Veneto, Gianantonio Da Rei e quello di Treviso Giampaolo Gobbo) hanno lanciato l’obiezione anti Imu, invitando i cittadini a non pagare soldi che non rimarrebbero sul territorio. Io non me la sento perché il territorio sarebbe penalizzante in ogni caso».
Di sicuro chi ha pagato meno fino ad oggi, pagherà di più domani. I rincari maggiori sono previsti nelle città con aliquote ordinarie basse. Ed è il caso di Varese che, con l’eccezione di Lecce e Lucca (5,5), ha un’aliquota ordinaria del 6,5 (contro il 7 praticato dalla maggior parte dei capoluoghi di provincia). Secondo una ricerca condotta dal “Sole 24 Ore”, il rincaro medio percentuale del prelievo per un’abitazione non principale, sarà quindi dell’87,1% (contro quello medio nazionale del 73,7%). Le ultime simulazioni di gettito Ici formulate dagli uffici finanziari di Palazzo Estense, in seguito dell’incremento della detrazione per l’abitazione principale (50 euro a figlio fino a 26 anni) e dell’incremento del coefficiente moltiplicatore (che passerebbe da 60 a 80) per la categoria catastale D5 (banche e assicurazioni), sono contrastanti.
Una prima simulazione, effettuata prendendo a riferimento la banca dati catastale al primo gennaio 2011, condurrebbe a un maggior gettito di oltre un milione e 168mila euro. La seconda, fondata sui dati di bilancio dell’ente, porterebbe invece a una diminuzione complessiva di gettito pari a 63mila e 200 euro.
Previsione che costringerebbe l’amministrazione ai rialzi. «Non è nostra intenzione farlo – sottolinea Fontana – Stiamo facendo una serie di ipotesi, stime e simulazioni, proprio per cercare di evitare ai varesini un salasso».
s.bartolini
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