Autunno bollente al Circolo Infermieri pronti allo sciopero

Autunno bollente al Circolo Infermieri pronti allo sciopero

VARESE Da un lato ci sono le “lacrime e sangue” e, dall’altro, ci sono i problemi di sempre che s’aggravano.

È un autunno caldo per l’ospedale di Circolo che si ritrova a fare i conti con i tagli imposti da Regione Lombardia per un importo che oscilla tra i due milioni e 600 e i due milioni e 700mila euro in tre mesi. E che, allo stesso tempo, è alle prese con un aumento di prestazioni “inappropriate” al pronto soccorso pari al tre per cento nell’anno in corso rispetto a quello passato.

La notizia, che è nei numeri, viene confermata anche dal direttore generale Walter Bergamaschi: «Il nostro reparto d’emergenza aveva una percentuale di “codici bianchi” (così si chiamano nel gergo tecnico) significativamente più bassa della media lombarda e nazionale, che si attestava attorno al dieci-dodici per cento contro il 70 per cento di “codici verdi” (accessi appropriati ma non urgenti».

Ora questa percentuale è salita, «e si aggira attorno al 15-16 per cento» aggiunge Bergamaschi, precisando che si tratta comunque di un dato confortante rispetto al quadro nazionale e lombardo.

Tuttavia, quanti più pazienti si presentano in via Guicciardini con malanni curabili dal medico di medicina generale, tanto più il pronto soccorso rischia di boccheggiare: «E questo è uno dei motivi per cui non siamo intervenuti con riduzioni né nelle terapie intensive né nei reparti medici». Sta di fatto che un ricorso al pronto soccorso certificato da codice bianco comporta il pagamento di un ticket dell’importo di 25 euro dal quale sono esenti solo i minori di 14 anni e gli over 65 oltre agli aventi diritto d’esenzione per le prestazioni ambulatoriali.

Restano da comprendere le ragioni dell’aumento: occhi puntati, in proposito, sui filtri presenti sul territorio. Tempi d’attesa eccessivi? Difficoltà d’integrazione fra diversi livelli d’assistenza?

Domande aperte così come aperto resta il confronto, a tratti durissimo, sui tagli al budget dell’azienda ospedaliera, che si concentrerà soprattutto sulle chirurgie.

Mercoledì Bergamaschi sarà al Pirellone per un’audizione chiesta dai consiglieri democratici Alessandro Alfieri e Stefano Tosi e dovrà fare chiarezza sul numero di posti letto da tagliare, sul personale a cui non verrà rinnovato il contratto, sul numero di reparti che verranno coinvolti nella razionalizzazione, sul futuro dell’ospedale di Cuasso e su eventuali ritardi sul completamento del “Ponte del Sorriso”.

Intanto arriva l’affondo del sindacato autonomo Fials (Federazione italiana autonomie locali e sanità): «È ora di dire basta alla logica dei tagli indiscriminati che portano sempre a far pagare ai più deboli gli errori di chi gestisce in modo inappropriato la cosa pubblica, per di più se si tratta di un ospedale» si legge in un comunicato con cui la segreteria provinciale preannuncia una mobilitazione del personale.

«Tra le possibili soluzioni di rientro viene anche ipotizzata la possibilità di ridurre del 40 per cento il pagamento delle risorse regionali, oltre alla riduzione già attuata della produttività e al blocco dei contratti pubblici fino al 2014, a fronte della richiesta di erogare le stesse prestazione se non addirittura di aumentarle. Assurdo».

Ma sui tagli al personale, Bergamaschi precisa: «In azienda ci sono 1.600 infermieri circa per mille posti letto e noi non stiamo parlando di ridurre l’assistenza infermieristica ma ci sono aree in cui possiamo e stiamo riducendo la durata della degenza, quindi dei posti letto».

s.bartolini

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