Varese – (s. bot.) Aziende, negozi, enti, banche ma anche agenzie ed associazioni: tutti, a natale, prima o poi sono incappati nel classico cadeau. Fatto o ricevuto, da clienti, fornitori o ai dipendenti. L’omaggio, il pensierino, che fino a qualche anno era proprio un regalo atteso e desiderato.
Poi venne la crisi.
E anche il regalo di natale si è adeguato «certamente i budget si sono ridotti» racconta Cristina Novati, titolare di Creazioni Bip Bip, azienda di Besnate che produce pigiami «ma ora, con la liquidità ridotta, si fanno scelte diverse». Un tempo il dono di natale era molto atteso e vissuto in modo diverso, spiega Novati «ma anche oggi per noi resta un gesto importante per gratificare le persone che lavorano con noi: il natale resta un po’ l’unica occasione per dare un segno concreto di attenzione perché questo non venga frainteso».
I tempi però sono cambiati «ed ora cerchiamo di fare doni utili» aggiunge Novati «lo scorso anno ad esempio abbiamo sponsorizzato un libro sul territorio e poi lo abbiamo donato, oppure cerchiamo di regalare prodotti alimentari sempre del territorio, che sappiamo essere sempre molto graditi». E poi il natale, anche se più magro, resta comunque un’occasione per fare festa insieme «organizziamo sempre un momento di ritrovo, per brindare assieme e per scambiarci gli auguri».Un momento di festa che non manca anche nelle associazioni: «Faremo una cena di
auguri, cordiale, sobria, senza danze e cotillon» scherza Sergio Colombo, direttore di Ceam, il consorzio export dell’Alto Milanese. E sobrietà è anche l’imperativo nella scelta dei doni per l’associazione «quest’anno verranno fatti solo laddove indispensabile come forma di riconoscimento per quelle persone che collaborano con noi» spiega Colombo. Il minimo indispensabile «faremo doni utili più di forma che di sostanza per allinearci con il difficile momento congiunturale – aggiunge il direttore – che ci porta a stringere al massimo i cordoni senza però farci dimenticare le persone».
Regali fatti e doni ricevuti dunque più magri per tutti: «Che i tempi sono cambiati noi lo vediamo soprattutto da come si comportano ora i tour operator» racconta Nicoletta Gandolfi, titolare dell’agenzia viaggi Briciole dal Mondo di Carnago «ai tempi d’oro per natale arrivavano pacchi di natale, a volte cesti con prodotti tipici locali a seconda della provenienza dei tour operator, ora le cose sono decisamente diverse». Si tagliano tutti i costi e i regali rientrano nel piano dei tagli «adesso arriva qualche calendario – aggiunge Gandolfi – quando arriva, ma in generale un po’ tutti i gadget si sono ridotti all’osso per contenere i costi».
p.rossetti
© riproduzione riservata












