VARESE «Non mangiate il pesce del lago», ordina il Comune alle 9 di mattina. «I nostri pesci sono buoni e sani», ribatte la Provincia 42 minuti dopo.
Tempo di verificare, e anche il Comune fa retromarcia: alle 11.42, infatti, ecco il nuovo via libera agli estimatori dei pesci a chilometro zero.
A confondere le idee degli amministratori locali, l’alga tossica di colore rossastro fiorita poco più di un mese fa sul lago di Varese. Per evitare danni alla salute dei cittadini il sindaco di Varese, Attilio Fontana, ha firmato ieri un’ordinanza che invitava i varesini a «non stazionare o bagnarsi nelle zone con formazioni colorate e schiumogene», e, soprattutto, «a evitare il consumo di prodotti ittici (pesce, crostacei) in presenza di colorazione rossastra delle acque».
L’alga comparsa sulla superficie infatti è una Plancthorix rubescens, appartenente ai cianobatteri, e può produrre tossine pericolose per l’uomo e per gli animali (microcistine) se in concentrazione superiore a cinque microgrammi per litro. Ora, la nota inviata dall’Asl di Varese ai Comuni lo scorso 21 novembre indicava concentrazioni di tossine nell’acqua anche superiori al limite indicato, tanto da convincere il sindaco a emanare l’ordinanza.
Villa Recalcati però smentisce immediatamente: «Non ci sono tossine algali nella muscolatura dei pesci», spiega l’assessore all’Agricoltura Bruno Specchiarelli, che all’Asl ha chiesto analisi specifiche sulle principali specie del lago, gamberi killer inclusi.
«A parte che il Comune si è svegliato in ritardo se voleva tutelare la salute pubblica – commenta Specchiarelli – visto che hanno firmato martedì un’ordinanza sulla base di una nota emanata il 21 novembre. Per quanto ci riguarda abbiamo subito chiesto all’Asl analisi ulteriori perché le prime
non dicevano assolutamente niente. Rilevare che c’è l’alga sulla superficie del lago non significa che i pesci ne risentano». Solo che a pagare le spese per una semplificazione di questo tipo sarebbero stati i pescatori e i ristoratori, per di più nel bel mezzo delle feste di Natale.
I risultati delle analisi sulle specie ittiche in effetti hanno confermato che si può stare tranquilli mangiando persico, carpa, carassio, pardon, scardola, gambero della Louisiana. «Certo che dobbiamo tutelare la salute dei cittadini ma non ha senso creare un allarme per niente, a maggior ragione quando danneggia ingiustamente chi vive di pesca». Alla luce delle analisi aggiuntive anche il Comune ha revocato l’ordinanza, e alla fine i pesci varesini finiranno puntualmente in tavola.
j.bianchi
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