Dramma nel dramma di Thomas «Non ho i soldi per il funerale»

Dramma nel dramma di Thomas «Non ho i soldi per il funerale»

VARESE «Non ho un euro per il funerale. Spero che qualcuno, il Comune o la parrocchia o anche qualche cittadino, mi aiuti a dare a Thomas una degna sepoltura». Lancia un appello Laura Sbrissa, la compagna di Thomas Fioravanti, dal quale ha avuto anche un bambino che adesso ha nove anni. Lei vive a Milano. Nel portafoglio Laura tiene la foto di Thomas e anche quella del bimbo, che un po’ assomiglia al papà. Gli stessi capelli neri e gli stessi occhi scuri.

«Avevamo tentato di farci assegnare una casa dai servizi sociali – afferma la donna – Ma non ce l’abbiamo mai fatta». Laura racconta di avere foto e foto di loro tre insieme. Una famiglia che aveva pensato di poter essere felice senza fare i conti con il destino.

La storia di Thomas è iniziata 38 anni fa in Germania, paese dove è nato e cresciuto. Si è trasferito in Italia negli anni ’90, quando è stato aiutato a stabilirsi a Varese da un parroco di Besozzo. Tossicodipente, era conosciuto dalle forze dell’ordine per piccoli reati, ma non era violento. Era semplicemente una persona emarginata.

Thomas non aveva nulla. A mezzogiorno andava a mangiare alla mensa dei poveri di Arcisate. E alla sera era sempre ai cancelli delle suore di via Luini. Qualche pomeriggio lo trascorreva a Varese, in un centro specializzato nel recupero della tossicodipendenza, nei pressi di via Dandolo. Chi lo conosce conferma che aveva provato tante volte a smettere con la droga. Per alcuni periodi riusciva anche a disintossicarsi, ma poi ripiombava nel tunnel. Negli ultimi mesi prendeva il metadone. Le sue difese immunitarie erano calate molto. Ogni giorno le forze lo abbandonavano sempre di più. Soffriva di polmonite.

I suoi amici, quando lo salutavano alla sera, temevano che fosse l’ultima volta che lo avrebbero visto in vita. «Era triste pensare che noi avevamo un tetto sopra la testa e lui no, era dal mese di giungo scorso che era stato sfrattato» racconta Domenico Papaleo, amico da sempre. Qualcuno ogni tanto lo ospitava, ma si trattava di soluzioni temporanee.

La compagna Laura lo aveva visto l’ultima volta la settimana scorsa. Lui era andato a Milano a trovarla. Era pelle e ossa e chissà, forse un po’ lo sospettava che quello sarebbe stato un addio.

Tutti i servizi e il ricordo di un amico sull’edizione della Provincia di Varese in edicola oggi, giovedì 22 dicembre

s.bartolini

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