VARESE «In questo esercizio i politici se non dovessero entrare mi fanno un piacere. Sono persone che non mi rappresentano, sia come commerciante, ma soprattutto come italiano. Grazie».
E’ il messaggio che Giuseppe Riggi ha attaccato alla porta del suo negozio, il calzolaio di via Piave 11. I passanti hanno mostrato di gradire la trovata, tanto è vero che gli hanno proposto di aggiungere un foglio per raccogliere firme in senso di approvazione. Reazioni da parte dei politici, invece, non ce ne sono state. Per lo meno fino a ieri.
«Quel messaggio è frutto di una mia libera espressione che abbraccia la piccola e la grande politica, dal governo al Comune di Varese. In sintesi: i politici stanno facendo di tutto per distruggere tutto ciò che è commercio» spiega Giuseppe Riggi che ha il negozio in via Piave da dieci anni.
«All’inizio era molto diversa la via Piave – racconta – Ho visto attività aprire e chiudere. Dieci anni fa c’erano negozi di ogni tipo. Adesso, a eccezione di un paio di realtà di un certo livello, non si trova altro che call-center e kebab. La stessa cosa in via Magenta. Sfido chiunque a trovare il coraggio di uscire alla sera con in tasca l’incasso della giornata con la criminalità che c’è. In Comune dicono che fanno e fanno, ma la realtà è che se ne fregano».
«Se si va in giro per Varese è un disastro – continua Riggi – Crisi o non crisi siamo in una frase calante impressionante per quanto riguarda gli acquisti fatti in città. Basta vedere lo shopping di Varese confrontato a quello di altre città. Chi viene da fuori non ha la possibilità di parcheggiare. Uscire dall’autostrada ci mette un’ora. Per via Piave erano stati stanziati dei fondi, dove sono andati a finire?».
s.bartolini
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