VARESE È «positiva» secondo l’assessore alla Sanità di Regione Lombardia Luciano Bresciani la sperimentazione del numero unico di emergenza 112, avviata in provincia di Varese, per la prima volta in Italia, nel giugno del 2010. E l’obiettivo è quello di «perfezionare il modello ed estenderlo su tutto il territorio regionale».
Sono state in tutto 546.396 le chiamate identificate ricevute in 15 mesi di attività, con una media giornaliera di 1.178. Fra queste oltre il 50%, risultate false chiamate, sono state filtrate dal call center che in questo modo ha alleggerito il carico di lavoro delle centrali operative di carabinieri, polizia, vigili del fuoco e Areu.
«È un modello che una volta perfezionato darà grandi risultati, con un aumento della capacità di soccorso grazie al filtro sulle chiamate inappropriate», ha spiegato Bresciani, che stamani ha incontrato il sindaco di Varese Attilio Fontana e l’assessore provinciale alla Protezione civile Massimiliano Carioni per tracciare un
bilancio dell’iniziativa. «In questo modo miriamo a ridurre quei costi che non servono al cittadino – ha continuato – la sperimentazione andrà avanti, con l’obiettivo di estenderla a tutta la Lombardia e, come è nelle intenzioni del ministro dell’Interno Roberto Maroni, anche alle altre regioni d’Italia».
La sperimentazione è stata introdotta per liberare le centrali operative dalle false chiamate attraverso un’azione di filtro del call center, offrendo ai cittadini la possibilità di chiamare un unico numero in caso di emergenza, che si occupa di inoltrare la segnalazione alle forze dell’ordine. «L’iniziativa ha dato risultati positivi – ha commentato Fontana – ha ridotto l’impegno delle centrali operative e auspichiamo che venga estesa a livello regionale».
e.besoli
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