Varese, arrivano falchi e allocchi per scacciare i piccioni dal centro

Varese, arrivano falchi e allocchi per scacciare i piccioni dal centro

VARESE  I piccioni non mollano la presa e alla Tutela Ambientale si spiana la strada ai rapaci.
Falchi, poiane, allocchi, gufi e taccole, presto potrebbero allietare l’aperitivo dei varesini svolazzando sopra il centro città: l’obiettivo di medio periodo grazie al supporto di Lipu e Legambiente è quello di farli nidificare nei parchi cittadini per preservare il centro storico e chi lo popola dagli odiati e moltiplicati piccioni.

I numeri precisi relativi ai pennuti tanto molesti che popolano la città, purtroppo non ci sono. Non tanto per negligenza dell’amministrazione, quanto perché farne la conta è pressoché impossibile.
Ne è stata fatta una stima, negli anni scorsi ma anche recentemente, che parla di una concentrazione di poco meno di 400 esemplari nelle piazze principali, in centro storico, e in un paio di zone critiche più esterne (via Dandolo e viale Valganna). Di fatto, e non è chiaro per quale motivo, nelle ultime settimane sembrano essere diventati molti di più.
 
Le scene che si presentano davanti ai frequentatori dei locali in centro di tanto in tanto lasciano persino allibiti. Oltre ai classici escrementi lasciati cadere su superfici non proprio idonee come i tavolini su cui la gente mangia, costringendo i camerieri a continuati vai e vieni con spugna e detergente, la settimana scorsa è capitato che una marmaglia di piccioni si sia scagliato su alcuni tavolini in piazza Monte Grappa abbattendo come birilli bicchieri e bottiglie di vetro.

«Non ci risulta un aumento smisurato di piccioni negli ultimi giorni», dice l’assessore Stefano Clerici, «ma anche se fosse sarebbe difficile averne riscontro. Magari erano in altre zone e si sono spostati lì».
Fatto sta che in un caso e nell’altro urgono provvedimenti, e non ha funzionato la “pillola anticoncezionale”, come è stato definito ironicamente ma realisticamente il mangime pagato a peso d’oro e somministrato negli anni scorsi dalla precedente amministrazione. «Siamo alla ricerca di altre soluzioni, non escludiamo la collaborazione con associniziati o iniziative nuove come quella dei rapaci».

Legambiente infatti ha proprio questa idea da sfoderare al Comune nei prossimi giorni. «Bisogna capire quale tipo di rapace si adatti allo scopo», spiega Dino De Simone, «ma sappiamo che in altre realtà ha funzionato e che diverse specie riescono a nidificare anche nei centri urbani se trovano un po’ di verde, e Varese probabilmente ha ancora le dimensioni e gli spazi necessari».

Il costo a carico del Comune peraltro sarebbe minimo: di questi tempi non è un fattore indifferente. «La poiana mi sembra difficile – dice Massimo Soldarini della Lipu – ma sicuramente è fattibile con l’allocco e con la taccola, due rapaci che da altre parti si sono dimostrati efficaci contro i piccioni e che nidificano anche in contesti urbanizzati». Basterebbe un parco pubblico, e a Varese, in pieno centro, hanno a disposizione niente meno che i Giardini Estensi.

«Dovremmo mettere delle cassette in punti piuttosto alti, va bene anche lo stesso palazzo Estense. Noi siamo disponibili, il fatto è che i risultati non sono immediati ma si vedono nel medio periodo».

e.besoli

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