Busto, sii a misura di donna Così parla il mondo Auser

BUSTO ARSIZIO Le donne di “Auser insieme” festeggiano, ma lanciano  anche un appello per una Busto più a misura di anziane. Ieri alla festa alla Colonia abbiamo raccolto alcune voci.

Piera Maggion mette l’accento sul problema della solitudine, o meglio dell’isolamento. «Una persona anziana con problemi cognitivi e comportamentali, che vive da sola perché i figli non possono occuparsene, cosa deve fare? I vicini di casa e anche gli stessi parenti si trovano senza risorse, senza referenti istituzionali che si facciano carico della situazione. Certo è importante il ricorso ai servizi Sociali e sono utili le prestazioni da questi erogati, ma spesso risultano insufficienti rispetto al reale bisogno. Noi come parrocchia cerchiamo di creare opportunità di aggregazione tra gli anziani, per rompere un po’ la solitudine».

Proprio a partire dalla solitudine l’esigenza che più viene espressa nel dialogo con i partecipanti al pranzo è la richiesta di maggiori proposte che tengano compagnia durante la giornate. «Io partecipo – spiega Annamaria Boccia – alla Università cittadina al Museo del Tessile dove si svolgono settimanalmente lezioni su diversi argomenti. Noi stiamo da sole tutto il giorno e mi farebbe molto piacere se il Comune organizzasse feste, avvenimenti e incontri non soltanto nelle ricorrenze principali ma nel corso di tutto l’anno».

Immancabili anche i richiami alla pulizia delle strade e alla sicurezza. «Le strade sono poco curate, – spiegano Maddalena Alberga e Luigia Monteverdi – spesso sporche, con i marciapiedi incidentati e pieni di buche come via Azzimonti. A noi donne piace camminare, fare qualche passeggiata. Ma soprattutto la sera, abbiamo paura di aggressioni o scippi. I parchi sono sempre occupati da gruppi di giovani che se ne impossessano come se fossero luoghi propri. Ci piacerebbe vedere più sorveglianza».  

m.lualdi

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