BUSTO ARSIZIO Ancora un’intervista in bici, un viaggio nel passato che grida di credere ancora oggi nel ciclismo.
Attraverso le parole di Luigi Celora si possono vedere nitidamente 50 anni di ciclismo bustocco. Segretario e storico dirigente del gruppo sportivo “3 Farioli” fin dalla sua fondazione (1960), Celora ama il ciclismo come si ama una persona cara e aspetta felice la tappa del Giro a Busto. In via Quintino Sella, nella sua casa coppe, cimeli, libri, fotografie raccolte nel corso di una cinquantina d’anni. «Per me tutto deve essere documentato, dimostrato: per questo mi piace conservare le cose – spiega Celora – Ma soprattutto vedo questo “museo” come un gesto di rispetto e riconoscenza per tutte le persone che hanno reso grande la storia della 3 Farioli. Del resto, la nostra società, che ha chiuso nel 2010, è nata sulla base di ideali umani, prima ancora che sportivi».
Chiacchierando del Giro, i ricordi si intersecano. «Ti ricordi Luigi, quando siamo andati insieme sul Pordoi, nel ’91, a vedere la tappa del Giro?». Chi parla è Giampaolo Riva, ultimo presidente della 3 Farioli. Perché l’amore per il ciclismo ti porta a fare anche queste “follie”: «Ci siamo
svegliati alle 5 del mattino – ricorda Riva – Arrivati a Canazei, abbiamo fatto 8 chilometri a piedi per arrivare al Pordoi». Chissà che il Giro non possa riportare anche a Busto quell’entusiasmo: «Speriamo – si augura Riva – Sia un’occasione importante di rilancio: adesso o mai più».
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m.lualdi
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