Blitz all’ufficio urbanistica E’ ancora giallo sull’assalto

Blitz all’ufficio urbanistica E’ ancora giallo sull’assalto

VARESE È mistero fitto sull’incursione di ignoti negli uffici di Villa Baragiola, sede dell’ufficio urbanistica del Comune, durante il ponte di Ferragosto. Sulla vicenda stanno indagando gli inquirenti che nei prossimi giorni stenderanno una relazione dettagliata, ma nel frattempo gli addetti ai lavori che in quegli uffici lavorano ogni giorno stanno cercando di spiegarsi cosa possa aver spinto qualcuno a mettere il naso tra le loro carte e nei loro armadi, tutti chiusi a chiave e quasi tutti trovati con la serratura forzata. L’ipotesi che va per la maggiore tra i funzionari è quella di qualche poveraccio in cerca di soldi o di oggetti di valore magari da rivendere. Certo è che alla luce di alcuni particolari i conti non tornano. L’allarme che non è scattato, prima di tutto. Inoltre, il fatto che negli armadi forzati non siano state toccate le chiavi delle auto e altri oggetti che i malintenzionati avrebbero potuto portarsi via senza fatica. «Forse qualcuno ha voluto fare una bravata per dimostrare che il sistema di antifurto non funziona», ipotizza l’assessore alla pianificazione territoriale Fabio Binelli.Dopo i rilievi dei carabinieri e della polizia scientifica, martedì mattina, l’attività degli uffici è ripresa normalmente. Non è stato prelevato quasi niente, e appunto è difficile dire se l’intento fosse o meno quello di portarsi via qualcosa. Sicuramente

la refurtiva è stata ben misera, visto che nei tre uffici “visitati” dopo aver forzato una porta di sicurezza sul retro manca all’appello soltanto una macchina fotografica di modesto valore. Qualunque fosse l’obiettivo, a Villa Baragiola è entrata più di una persona, con buona probabilità: per terra sono state trovate tracce di cenere e due diversi mozziconi. Negli uffici, quasi tutte le ante degli armadi chiuse a chiave sono state aperte. All’interno ci sono soprattutto montagne di carte, tutta documentazione relativa al trasporto pubblico locale e al Piano di governo del territorio a cui si sta lavorando. Non sono state messe sottosopra, e da una verifica approssimativa non sembra mancare niente. Il dubbio principale riguarda però l’antifurto che non è scattato. L’unica spiegazione logica è che trattandosi di un impianto programmato non abbia riconosciuto il giorno di Ferragosto (lunedì) come festività, dunque non fosse inserito. «Può essere – commenta Binelli – ma dovremmo ritenere che l’incursione sia avvenuta il giorno di Ferragosto in orario lavorativo, e soprattutto che chi ha forzato porta e armadi era informato visto che sapeva che in quel momento l’impianto non funzionava. In assessorato non c’è nulla di segreto e le carte sono in ordine: mi pare che l’obiettivo sia stato aprire gli armadi a scopo dimostrativo più che rubarne i contenuti».

s.bartolini

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