VARESE «Parlare di assassini tornati in libertà, rendendoli protagonisti di trasmissioni televisive, è una pugnalata al cuore dei familiari delle vittime e un cattivo messaggio per i giovani». È il pensiero di Elisabetta Meggiorin, madre di Claudio, il giovane morto nel 2005 a Besano per mano di due albanesi.
«Mi riferisco specialmente a Erika e Omar, la prima fotografata mentre fa sport, il secondo protagonista di dibattiti televisivi – continua la donna – Poche parole, invece, vengono spese per ricordare chi la vita non ce l’ha più. Trovo questa spettacolarizzazione della fine della pena altamente diseducativa. Irrispettosa nei confronti del dolore di chi ha perso un figlio per mano di qualcun altro. Mi sembra inopportuno che le scarcerazioni facili occupino tanta parte dei giornali».
“Matrix” ha dedicato a Omar una puntata speciale, “La vita in diretta” lo ha intervistato. E poi c’è il clamore del caso di altri casi giudiziaria a cui molti, in questi mesi, hanno guardato con curiosità morbosa.
Elisabetta Meggiorin invece ci ha sofferto, perdendo anche il sonno. «Io sono una che la vita se la deve reinventare tutti i giorni per convivere con l’assenza di mio figlio. Lasciare così tanto spazio a chi ha commesso un crimine ha fatto emergere in modo ancora più acuto il mio dolore, che è quello di chi viene lasciato solo, dimenticato dalle istituzioni e dalla società. Un omicidio, invece, sembra debba essere perdonato a tutti i costi dall’opinione pubblica. Credo che questo modo di sminuire il crimine vada a discapito della società intera. Se si va avanti così, quante mamme dovranno ancora piangere?».
Un altro problema, poi, è quello della pena corta. Omar è stato dietro alle sbarre nove anni. Erika tra poco uscirà di prigione. Uno degli assassini di Claudio è libero, l’altro dovrebbe scontare 30 anni.
Ma tre sono già stati scontati per l’indulto e altri saranno cancellati per buona condotta. «Omar in un’intervista ha detto che sente ancora le urla del bambino e della mamma di Erika mentre vengono pugnalati, ma che queste voci diventano sempre più lontane – continua la Meggiorin – Questa testimonianza ha prodotto in me un effetto destabilizzante. Omar adesso dice che si vuole sposare e avere un bambino». «Il mio Claudio sarebbe già sposato e magari avrebbe anche un figlio – conclude – Perché le cose negate a chi muore possono essere raggiunte da chi continua a vivere pur avendo ucciso? Giusto che facciano la loro vita, ma in silenzio. Non vengano fatti passare per eroi».
Adriana Morlacchi
s.bartolini
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