Si chiude in gloria dopo che ci aveva preso la fifa blu che si chiudesse nel disastro. Un disastro inaccettabile. Perché perdere, nel modo in cui stavamo perdendo nel primo tempo, contro una squadra modesta come la Nocerina, sarebbe stato il peggio del peggio. Una sciagurata deriva. Un harakiri da cineteca vietata ai minori. Un’ingloriosa medaglia al disvalore.
Invece alla ripresa ci riesce subito d’accorciare la distanza con la jella, e poi di pareggiarla (la jella e la partita), infine di arrembare, mettere la freccia, dilagare e divertire. Il gol del vantaggio lo segna De Luca, entrato per Cellini, e l’assist della demolizione avversaria l’inventa De Luca medesimo. Lui che si alza dalla panchina, lui che deve sempre interpretare la parte più difficile, lui che ha il dono d’essere subito in partita mentre la partita è in corso da tempo.
Ma forse c’è dell’altro, erroracci a parte (Bressan che sbaglia come neppure volendolo, si riesce a sbagliare così; e Cacciatore che cerca il penalty come neppure il primo degl’ingenui lo cercherebbe). C’è che il Varese deve trovarsi in sofferenza per esprimere fisicità e autostima. Per dare finalmente il meglio, dimostrando di che cosa è capace.
D’accordo, la Nocerina del secondo tempo era inesistente, mai un tiro in porta, mai un’attrezzata resistenza a centrocampo, mai cenni di saldezza difensiva. Però quando stai sullo 0-2 deve metterci qualità e quantità, per risalire. Il Varese ce le ha messe tutt’e due. La qualità di Martinetti, Neto e De Luca.
La quantità di Nada, Corti e Kurtic. Insomma, un’altra squadra. La nostra squadra. La squadra che conosciamo, autorevole fino alla spavalderia, sicura di sé, con in memoria schemi collaudati. Per esempio quello della rete del 3-2, una punizione da insegnare nelle scuole calcio, con il triangolo Terlizzi-Neto-De Luca disegnato alla perfezione.
Da lì in poi il contenimento degli avversari, divenuto d’obbligo, s’è volto in spettacolo. Varese bravo ad accorciarsi, a distendersi a fisarmonica, a governare le ripartenze come devono esser governate: senza sfilacciare i reparti. E allora anche le cose difficili sembrano facili, come il gol del 4-2, una scodellata millimetrica di De Luca per Nada, con battuta finale di precisione nell’angolo più lontano. La morale che ci portiamo a casa è importante: ribaltata una partita così, è ribaltabile qualunque previsione sul nostro campionato.
Max Lodi
a.confalonieri
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