BUSTO ARSIZIO Sei ore e mezza sulla sommità di una gru: è ancora un operaio edile a minacciare il gesto estremo perché senza stipendio da 3 mesi. È accaduto ieri mattina in via delle Genziane, in un cantiere dove sono in costruzione delle palazzine residenziali.
Poco prima delle 9 l’uomo, 32 anni, egiziano regolarmente residente a Milano, si è arrampicato su una gru alta 30 metri. E da lì ha iniziato la sua protesta: nello spiazzo sottostante i colleghi, a loro volta a digiuno di stipendio da 3 mesi.
Sul posto i carabinieri della compagnia di Busto e i vigili del fuoco di Busto-Gallarate, pronti a tentare di arginare i danni qualora l’operaio avesse dato seguito alla minaccia di buttarsi.
Dalla sommità della gru l’uomo gridava, attaccato a un telefono cellulare con il quale comunicava con i colleghi e i militari, tutti impegnati nel convincerlo a scendere. Le urla, in realtà, erano udibili distintamente sino a terra, senza bisogno del cellulare.
In tutto la somma dovuta complessivamente agli operai è di 30mila euro; all’inizio si pensava che a dovere il denaro fosse l’immobiliarista titolare del cantiere. L’imprenditore, però, è arrivato in via delle Genziane munito del contratto stipulato dalla cooperativa per la quale lavorano gli operai non pagati, gestita da un tunisino, e di alcune fatture attestanti, secondo lui, il saldo di quanto dovuto.
Così è stato chiamato il tunisino, che ci ha messo 40 minuti per coprire qualche chilometro e si è subito riscaldato aggredendo verbalmente l’immobiliarista e accusandolo di non aver pagato le spettanze.
Intanto cresceva la preoccupazione per l’operaio disperato che si agitava, lanciava oggetti a terra, si sedeva e sporgeva i piedi nel vuoto: l’afa di ieri mattina, mescolata allo stress, avrebbe potuto causargli un malore e farlo davvero precipitare a terra. Dopo un tira e molla tra immobiliarista e titolare della cooperativa (con accuse che dovranno essere sbrogliate dagli avvocati), il primo ha acconsentito a mettere a disposizione 10mila euro, metà subito e metà settimana prossima, per dare un pochino di respiro agli operai.
A quel punto l’egiziano è finalmente sceso dalla gru, forse pensando alla moglie e ai figli di cui è responsabile. Quando l’emergenza è finita erano le 14.30. Ora l’uomo, però, rischia la denuncia per procurato allarme.
Simona Carnaghi
s.affolti
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