Cantieri, droga e rifiuti gli affari mafiosi al Nord

BUSTO ARSIZIO Mafia al nord, ecomafia, grandi inchieste. Tre teatri, tre argomenti, tre protagonisti che hanno mappato gli interessi di ‘ndrangheta e cosa nostra in provincia di Varese citando tante indagini. Ad ascoltare le parole di Sebastiano Bartolotta, a capo della squadra mobile di Varese, all’auditorium San Giovanni Bosco, di Davide Corbella, a capo dell’aliquota contro i reati ambientali della procura di Busto, al Museo del Tessile (insieme ad Agostino Cullati di Legambiente Lombardia) e di Giuseppe Gennari, gip del tribunale di Milano, intervenuto con Maurizio Carbonera, già sindaco di Buccinasco e Cesare Guizzi, giornalista del Corriere, all’Itc Tosi, gli studenti del primo biennio di Scientifico, Classico e Artistico, della ragioneria e dell’Itc Tosi. Ben 3.500 i ragazzi mobilitati, che poi hanno dato vita al corteo.Si parte dalle operazioni più recenti: Bartolotta, in collaborazione con il commissariato di Busto, ha chiuso l’operazione Fire off. Cinque arrestati, tutti accusati di aver estorto a suon di incendi e minacce di morte migliaia di euro ad imprenditori di Busto e dintorni. «Coesistono due diverse tipologie di criminalità organizzata: quella di origine calabrese, la ‘ndrangheta

cirotana, appunto, oggetto di due operazioni compiute dal comando provinciale dei carabinieri, quella di origine siciliana, gelese nello specifico, rimasta più sommersa e radicata in un territorio meno esteso». Di quest’ultima realtà si è occupata l’operazione Fire off chiusa due settimane fa. Vittime taglieggiate, minacciate, costrette a pagare le vacanze a presunti mafiosi che oggi non sono più certe di ricordare bene: parliamo di imprenditori. Per fortuna c’è chi parla e fa i nomi. «Noi auspichiamo che questa collaborazione possa ampliarsi – dice il capo della Mobile – In modo da allargare le indagini». E qualche imprenditore coraggioso si fa avanti: «L’atteggiamento omertoso è comprensibile. Anzi è la prova che ci stiamo muovendo in un contesto gestito da cosa nostra. Ma denunciare è l’unico modo per liberarsi». Gennari, per contro, traccia una sorta di escalation degli interessi mafiosi al nord dagli Anni ’80: «All’epoca droga e gioco d’azzardo. Oggi puntiamo all’edilizia. A metà Anni ’90 anche Varese fu toccata da grandi operazioni quali isola felice tra Malnate e Valceresio». Infine il business dei rifiuti.l’articolo completo sulle due pagine dedicate oggi all’evento

m.lualdi

© riproduzione riservata