Varese, sulla bandiera c’è la zanzara, non il Tir

Varese, sulla bandiera c’è la zanzara, non il Tir

di Andrea Confalonieri

VARESE Dev’esserci l’orgoglio di avere provato fino all’ultimo un acquisto da playoff, anche se poco in linea con lo spirito provinciale del Varese (nel senso buono di attaccamento alle radici, sfide fatte in casa, passi secondo la gamba), ma nessun rimpianto. Anzi, personalmente andiamo controcorrente: tra De Luca e Tiribocchi, che avrebbe certamente tolto il posto da titolare al primo, scegliamo la zanzara del Montello.

Non solo perché ha vent’anni mentre l’altro trentatre e se continua a giocare in serie B e a crescere, arriverà molto più lontano del Tir. Ma perché l’amore e la fedeltà alla maglia fanno la differenza, almeno a Masnago, più di un contratto milionario. E perché il Varese avrà un futuro finché a incarnarlo ci sarà un De Luca e non un Tiribocchi: magari il secondo ti faceva vincere immediatamente a Torino ma è solo con il primo che una squadra come questa si costruisce il futuro, senza farsi incantare dalle facili vittorie del presente. Un gol dell’attaccante nerazzurro è normalità, un gol di un varesino in serie B rappresenta la straordinarietà: fa ambiente, trasmette fierezza, crea identità.

Non siamo d’accordo con chi ha bocciato De Luca nelle prime due partite: essere arrivato cinque volte davanti ai portieri di Bari e Crotone, per un attaccante sbocciato un anno fa nella Primavera, è sintomo di bravura, vittoria e successo. La prossima volta, sarà quella buona. Martinetti, lui sì, è da Varese: completo e affamato di rilancio, questo trampolino biancorosso calza a pennello per lui più che per un ingombrante Tir.

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