BUSTO ARSIZIO La felicità è un lavoro che piace, ma anche una speranza, la ricerca di un senso o aiutare gli altri. I giovani del centro Stoà hanno voluto riflettere sul tema della felicità e hanno voluto farlo con un personaggio particolare: bustocco, scrittore di successo e il suo bestseller si chiama “Troppo umana speranza”-
Alessandro Mari, che venerdì sera si è detto convinto: «Una misura della felicità, sul piano professionale, è riuscire a fare ciò che piace guadagnando per vivere». Aggiungendo: «Questo mestiere è molto impegnativo – ha spiegato – riuscire solo a scrivere, senza dover fare altri lavori per mantenersi, è una grande libertà e felicità. Non sei mai realizzato – ha aggiunto – nella misura in cui finita una storia nei hai un’altra da raccontare. Diventerò triste quando non avrò più storie da scrivere».
Cosa ne pensano gli altri giovani? «Mi piacerebbe che tutti potessimo avere sempre speranze, nonostante le paure e le incertezze – afferma Elena Marcolini – avere la luce e la speranza di cambiare, di sperimentare ciò che fa stare bene e rende felici». E ha scelto un lavoro di aiuto, la psicologa. Come altri giovani sono convinti: felicità è donare agli altri.
m.lualdi
© riproduzione riservata











