Busto, la semina alla Burattana Il segreto si chiama amore

BUSTO ARSIZIO – Alla Cascina Burattana è tempo di semina. Nella serra in legno, costruita a mano e con materiale da riciclo dai soci della cooperativa agricola, cresceranno presto piantine da orto che daranno «bellissimi e sanissimi frutti». Migliaia, i semi biologici che nel fine settimana sono stati interrati: «Ci stiamo lavorando da più di un mese – spiega Matteo Di Mattei, socio fondatore dell’azienda agricola – questa serra ci è costata lacrime e sangue. Non sudore, perché ha sempre fatto troppo freddo». L’orto della cascina quattrocentesca è coperto da un tappeto di neve ma dentro la serra la temperatura diventa mite. «Grazie, ti amo», è il messaggio su un contenitore dell’acqua.

«Bisogna metterci tanto amore – precisa Eugenio Menabò, titolare dell’azienda biodinamica “Progetto Gaia” – la terra madre si nutre principalmente d’amore». L’agricoltore è arrivato da Bregnano per dare una mano: «È nata una collaborazione con la Burattana, fondamentale lo scambio di know how». «Si prepara un bagno di semina con acqua dinamizzata e corno di letame – illustrano gli esperti – dopo un’oretta, si lavora il liquido con la farina di roccia». Una volta travasato nell’irrigatore, insieme a dei microorganismi, il liquido è stato spruzzato sulla terra per attivare il processo di vita. Tra un mese i semi diventeranno piantine e potranno essere acquistate in cascina. L’ obiettivo è quello di avviare e rendere produttiva l’azienda agricola per poi intervenire sul recupero dello stabile, contando sulla collaborazione del Comune.

Sabato 3 marzo è in programma una cena all’oratorio San Filippo: «Naturalmente – annuncia Di Mattei – utilizzeremo i prodotti del nostro orto». Ci saranno antipasti bustocchi, risotto con la luganega, anche in versione vegetariana e piatti libanesi, preparati da un socio originario della Libia.
Valeria Arini

e.marletta

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