Varese, la spesa low cost si fa all’Iper e all’Esselunga

Varese, la spesa low cost si fa all’Iper e all’Esselunga

VARESE L’Iper di via Belforte e l’Esselunga di via Caracciolo. Sono questi, secondo la ricerca effettuata dalla rivista Altroconsumo, i due supermercati di Varese dove si spende di meno per fare la spesa. Alla Coop di via Daverio il carrello costa, mediamente, il 4% in più. A seguire, nella classifica, il Gigante di via dell’Industria e i due Tigros dove, a parità di prodotti acquistati, si spende dal 5 all’8% in più rispetto ai due supermercati più economici.

A chiudere i tre Carrefour Market e il Billa di piazza della Repubblica. Per ogni 100 euro spesi all’Iper o all’Esselunga, qui se ne spendono 110. Questi i risultati ottenuti considerando la spesa tipica del consumatore italiano. Un carrello in cui sono contenuti i prodotti confezionati di marca più frequentemente acquistati dalle famiglie italiane, come la pasta Barilla o il caffè Lavazza qualità oro e i prodotti freschi più comuni, frutta e ortaggi, salumi e formaggi da banco, carni.

La classifica rimane pressoché uguale considerando un carrello contenente solo prodotti confezionati di marca, o solo prodotti freschi, con Iper che batte di un soffio Esselunga. In fondo alla classifica, in entrambi i casi, il Billa di piazza della Repubblica, dove la spesa è più cara del 12%. In tempi di crisi aumenta l’attenzione dei consumatori per il prezzo dei prodotti, con le massaie impegnate nell’estenuante battaglia per riuscire ad arrivare a fine mese. Ecco allora che Altroconsumo cerca di aiutare gli Italiani a trovare i supermercati dove si spende di meno.

L’associazione dei consumatori ha passato in rassegna 949 punti vendita tra ipermercati, supermercati e hard discount in 61 città, rilevando 887 mila prezzi per un totale di 108 categorie merceologiche. A Varese ogni famiglia spende, in media, 6420 euro all’anno per fare la spesa. Un esborso che, facendo attenzione ai prezzi, può ridursi di circa 675 euro. Chi però non si fida delle stime medie può provare a costruire il proprio carrello della spesa sul sito risparmiosuper.it. In rete è possibile scegliere la propria città e una distanza all’interno della quale cercare il supermercato dove un particolare prodotto costa di meno. Ecco allora, solo per fare qualche esempio, che l’hamburger di bovino più economico viene via a 5.99 € al kg al Billa, mentre le Svizzere di vitello meno costose sono quelle dell’Esselunga, 7,4 € al kg.

Meccanismi di controllo che, però, rischiano di rivelarsi particolarmente macchinosi. Difficile immaginare, infatti, che una persona decida di dividere la spesa su diversi supermercati, andando a comprare la fettina all’Iper, il detersivo al Tigros e la pasta all’Esselunga, rincorrendo gli sconti. Il meccanismo delle carte fedeltà è poi riuscito, negli anni, a fidelizzare la clientela, producendo una sorta di abitudine a recarsi sempre nello stesso esercizio commerciale. Senza considerare che la fretta o una speciale offerta commerciale, legata anche ad una pubblicità particolarmente azzeccata, possono portare il cliente a comprare cose di cui magari non ha neppure bisogno, o che costano più di altri prodotti. La pubblicità è l’anima del commercio. O almeno fino a poco tempo fa si diceva così.

Tiziano Scolari

e.besoli

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