Spazio: “Atlantis” rientrata, successo per la missione Hubble

Spazio: “Atlantis” rientrata, successo per la missione Hubble


Roma, 24 mag. (Apcom)
– Con un minuto di anticipo sui tempi
previsti, lo space shuttle “Atlantis” ha posto termine ad una
delle missioni più attese alla comunità scientifica
internazionale – e più pericolose secondo la Nasa, che per anni
si era rifiutata di dare il proprio benestare alla riparazione in
orbita del telescopio spaziale “Hubble”.

Per le incerte condizioni meteo sulla Florida “Atlantis” ha
toccato terra alle 17.39 ora italiana alla base californiana di
Edwards, il che costringerà la Nasa a trasferire la navetta con
un 747 equipaggiato specialmente fino a Cape Canaveral, una spesa
di due milioni di dollari: unico neo di una missione durata 13
gironi e in cui le incognite non mancavano.

Dato infatti che lo “Hubble” si trova su un’orbita alta – dove
maggiore è la possibilità di impatto con detriti spaziali e
micrometeoriti – in caso di emergenze lo shuttle non avrebbe
potuto trovare rifugio sulla Stazione Spaziale Internazionale
“Alpha”: per questo la Nasa aveva posto sulla rampa una seconda
navetta pronta a partire in caso di necessità entro tre giorni,
con un equipaggio ridotto.

La missione permetterà di prolungare fino al 2014 la vita
operativa dello “Hubble”, che recentemente aveva sofferto di
numerosi guasti meccanici. Nel corso di ben cinque passeggiate
spaziali sono stati cambiati i sei giroscopi, le batterie, il
sistema di protezione termica e il sistema informatico; sono
inoltre stati installati due nuovi apparecchi, uno spettrografo
per raggi cosmici e appunto un obbiettivo grandangolo; il tutto
dovrebbe migliorare da 10 a 70 volte le capacità dello Hubble, in
grado così di rilevare oggetti risalenti a 500 milioni di anni
dopo il Big Bang contro l’attuale miliardo di anni.

Lanciato nel 1990, lo Hubble viene però considerato dagli
astronomi ancora uno strumento di assoluta avanguardia, anzi
insostituibile: non vi è nulla di simile in orbita per quanto
riguarda l’astronomia nel campo della radiazione visibile; le
moderne reti di telescopi sulla Terra possono raggiungere in
alcuni casi la stessa risoluzione, ma l’atmosfera terrestre li
rende ‘ciechi’ all’infrarosso e all’ultravioletto.

Proprio l’infrarosso dovrebbe essere il punto di forza del
“James Webb Space Telescope”, il cui lancio è in programma per il
2013 e che dovrà lavorare fianco a fianco con lo Hubble per poi
sostituirlo. Il telescopio era stato così battezzato in onore di
Edwin Hubble, l’astronomo americano a cui si deve la costante che
definisce il tasso di espansione dell’universo.

Cep

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