Dopo gli orsi polari a rischio anche i caribù

Dopo gli orsi polari a rischio anche i caribù

Di fronte all’emergenza clima nell’Artico, gli orsi polari sono stati i primi ad essere inseriti nella lista delle specie minacciate degli Stati Uniti. Poi l’attenzione si è spostata su trichechi, narvali, volpe dell’Artico, fino alle sottospecie più settentrionali dei caribù, quelli di Peary: tutti questi animali stanno soffrendo degli effetti dei cambiamenti climatici, che mette a rischio la loro abilità di sopravvivere in un habitat così aspro. Per questo tempo fa è partita una petizione promossa dall’International Fund for animal welfare (Ifaw) indirizzata alle autorità di tutela della fauna selvatica statunitensi, chiedendo che anche i caribù di Peary siano inseriti nella lista delle specie minacciate.

Secondo l’Ifaw, i caribù di Peary hanno sofferto di un grave declino delle popolazioni negli ultimi 40 anni, con un calo dell’84%. Nel 1960 eranno quasi 50mila e ora se ne stimano 7.800 esemplari. “Con il peggioramento delle condizioni di vita – afferma Nathan Herschler dell’Ifaw – questi caribù stanno letteralmente morendo di fame. Le popolazioni sono in forte diminuzione e il nostro modo di affrontare i cambiamenti climatici probabilmente determinerà il destino di questa importante specie”.

 Una decisione analoga a quella presa per gli orsi polari in Usa susciterebbe l’attenzione sulla condizione critica di questi animali, proibirebbe l’importazione di tutti i prodotti derivati dai caribù nordamericani negli Stati Uniti, mettendo in luce come il sistema canadese risulti a volte inefficace per la protezione delle sue specie native. Ora l’Ifaw si aspetta che le autorità statuntensi prendano una decisione in questo senso il 14 maggio prossimo, quando dovrà decidere se aggiornare la lista delle specie minacciate oppure no.

u.montin

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google