Varese, Einaudi da tre giorni al gelo Gli studenti incrociano le braccia

Varese, Einaudi da tre giorni al gelo 
Gli studenti incrociano le braccia

VARESE Tornare sui banchi di scuola il lunedì mattina è già una tragedia di per sé. Se poi, ad attendere gli studenti e gli insegnanti, c’è anche un gelo artico nelle classi, la situazione diventa insostenibile. Non è affatto un’esagerazione, ma la condizione quotidiana di alunni e professori dell’Istituto Einaudi di Varese. O, per l’esattezza, della sede di via Rainoldi, una delle tre dell’istituto superiore: quella più malmessa.

Tanto che, ieri mattina, è scattata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso: accolti, come al solito, dai caloriferi spenti, i docenti hanno incrociato le braccia insieme ai loro ragazzi. «Abbiamo anche misurato la temperatura – ci raccontano gli studenti – c’erano, alle 8, circa dodici gradi. E non che nelle ore successive la situazione sia migliorata di molto».

Sono gli studenti che contattano la stampa per parlare «dei disagi che vanno avanti da troppo tempo». La sede è del Comune ed è d’epoca, o vetusta, a seconda di come la si guardi. È uno dei tre edifici nei quali si divide il numeroso popolo dell’Einaudi: accanto a via Rainoldi c’è la sede principale di via Como, le cui condizioni sono sicuramente migliori, anche se non manca qualche guaio anche lì. A non avere pecche è la struttura di via Goldoni, quella più distaccata, perché l’edificio risale a pochi anni fa.

Niente a che vedere con l’edificio vecchio di via Rainoldi, che ospita, spiegano, una quindicina di classi, nessuna sotto i venticinque alunni. Insomma, poco meno di quattrocento studenti, più gli insegnanti, che devono svolgere il proprio lavoro in condizioni climaticamente precarie. «L’impianto di riscaldamento funziona a singhiozzo – sottolineano – la situazione peggiore si verifica appunto di lunedì, perché c’è di mezzo il weekend, durante il quale il riscaldamento non va. Quindi di fatto entriamo nelle aule quando lo hanno appena acceso, e adesso che è arrivato il freddo è impossibile studiare».

La direzione ha tentato di colmare la lacuna, almeno momentaneamente, con alcuni termosifoni elettrici. Ma il numero è esiguo, e vengono usati più che altro nei corridoi. Per le aule insomma non bastano. «E a volte non funzionano neanche quelli» aggiungono gli studenti. Che avvertono: «Se settimana prossima succede la stessa cosa, protesteremo».

Intanto, a muoversi è il dirigente scolastico Emilio Tartaini. Che già questa mattina avrà un incontro negli uffici tecnici del Comune (la struttura è comunale) per esporre il problema. «Purtroppo la situazione è questa – conferma – studenti e professori hanno tutte le ragioni. Capisco che l’edificio abbia la sua età e quindi l’impianto e gli altri servizi non siano ottimali. Ma qualcosa bisogna fare. Speriamo di ottenere perlomeno un potenziamento del riscaldamento».

e.marletta

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