VARESE Anche i “piccoli” di Varese vanno dal ministro Fornero con una richiesta. «Una riforma del lavoro senza gravare sulle Pmi» è l’auspicio di Giorgio Merletti. Il presidente di Confartigianato Varese – nonché vicepresidente nazionale – sarà presente al confronto di domani, giovedì 2 febbraio, con Rete Imprese Italia, sindacati e Confindustria per affrontare la riforma del mercato del lavoro. Rete Imprese Italia interessa circa cinque milioni di micro e piccoli imprenditori: dagli artigiani ai commercianti. E solo la piccola impresa rappresenta circa il 90% del tessuto imprenditoriale italiano.
Viene richiesta uguale dignità tra microimprenditori e grande industria. Uguale trattamento, senza favori di ogni sorta. Uguale attenzione nel mettere in campo misure che taglino il costo del lavoro e il peso fiscale. Uguale impegno nel dare vantaggi e/o agevolazioni a tutti gli attori che contribuiscono all’economia del nostro Paese. E valutazione attenta nel considerare coloro che sino ad oggi hanno resistito. I soli che hanno mantenuto e incrementato l’occupazione, hanno dato fondo al proprio patrimonio familiare senza pesare sul sistema Italia.
«Ricordiamo al ministro Fornero – dichiara Giorgio Merletti, presidente di Confartigianato Imprese Varese e vicepresidente di Confartigianato nazionale – che i piccoli imprenditori debbono essere considerati nelle scelte del Governo. Ridurre i costi e le incertezze sulle piccole imprese è fondamentale, perché non si può pesare ulteriormente sulla loro competitività. Ridurre la flessibilità in entrata e in uscita dal mercato del lavoro penalizzerebbe le Pmi; prevedere per il contratto a termine un costo maggiorato rispetto agli altri contratti inciderebbe negativamente, soprattutto, sull’imprenditoria diffusa che, per sua natura, ha carichi di lavoro altalenanti. D’altro canto, il contratto di apprendistato continua a essere il canale più efficace a garantire buona occupazione per i giovani con prospettive di stabilizzazione. Per favorire ulteriormente l’occupazione di giovani e di donne occorrerà, invece, rendere più fluido il mercato del lavoro».
m.lualdi
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