VARESE Ieri mattina gli artieri che vivono nelle camere sopra le scuderie di via Galdino si sono svegliati al freddo. «Il gas era stato chiuso» racconta l’allenatore Emilio Premoli.
I vigili urbani si son recati lì e hanno verificato la situazione. Non hanno agito in alcun modo per riattivare il gas, perché «si tratta di una cosa tra privati».
I privati sono la Società varesina di incremento corse cavalli spa e, appunto, gli allenatori, gli artieri e i proprietari dei cavalli. Guido Borghi, presidente della società incremento corse cavalli, interpellato sulla chiusura del gas, ha detto di non esserne al corrente.
«Qui vivono persone da 30 anni – racconta Emilio Premoli, un allenatore – Due hanno anche la residenza. Sapevamo che ci sarebbe stato tagliato il gas perché ci era stata recapitata una comunicazione a riguardo. E così è stato, nonostante il freddo».
Gli artieri si sono poi attivati per riavere il gas che è tornato in mattinata. Ma il risveglio al freddo non è stato l’unica sorpresa: il cancello attraverso il quale i cavalli raggiungono la pista per gli allenamenti era stato saldato. «Nel pomeriggio, intorno alle 16.30, abbiamo visto un operatore che lo veniva a riaprire» raccontano gli artieri, perplessi per l’accaduto.
La bagarre tra i due soggetti coinvolti (allenatori e Società varesina) può essere comparata a quella che intercorre tra un proprietario di una casa e un affittuario.
«Gli artieri si lamentano perché a loro spetta la manutenzione ordinaria. Se un inquilino brucia una lampadina cosa fa? Chiama il proprietario per sostituirla?» domanda Borghi. «Quella che è mancata è la manutenzione straordinaria» dichiara invece Premoli, indicando i buchi nell’asfalto e le grondaie crollate.
A differenza di una normale lite di condominio, però, qui ci sono anche 120 cavalli da traslocare. «E c’è in ballo il futuro dell’ippodromo di Varese che senza il galoppo perderebbe la sua vocazione – afferma Premoli, raccontando l’esito di un’assemblea tra allenatori e artieri che si è svolta ieri in mattinata – Abbiamo intenzione di costituire una cooperativa e di acquistare le scuderie, prendendo i contributi dell’Unire. In questo modo potremmo continuare ad allenarci qui dove ci sono gli spazi».
L’alternativa proposta da Borghi è quella di andare al centro di allenamento di Caravate.
«Cosa che a noi non va bene per niente – continua Marco Gonnelli, presidente degli allenatori di galoppo – L’anello di allenamento è corto, la concimaia non è a norma ed è in corso un’opera di derattizzazione».
Morale? Il gruppo di artieri e allenatori non intende spostarsi, nonostante il Comune con due ordinanze solleciti l’avvio dei lavori (ovvero la costruzione di una concimaia coperta e della impermeabilizzazione di tutti i piazzali). Borghi ha indetto per venerdì una conferenza stampa nella quale farà il punto della situazione.
s.bartolini
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