«Ai tempi del suo capo Bossi la Lega lo avrebbe cacciato»

«Ai tempi del suo capo Bossi
la Lega lo avrebbe  cacciato»

«Ai tempi di Bossi bastava una virgola fuori posto per essere cacciati. Ora siamo all’opposto, ma se questa democrazia sfocia in anarchia non va bene». In altre parole, «se uno danneggia l’immagine del movimento, non si può far finta di niente».

, segretario provinciale della Lega Nord, replica così a , che ieri in un’intervista alla Stampa ha messo più di una virgola fuori posto. L’ex capogruppo a Montecitorio si è detto «triste» di fronte alla proposta di espulsione del Senatùr e ha attaccato la linea di .

La macroregione e l’idea di trattenere il 75 per cento delle tasse sul suolo lombardo, il ragionamento di Reguzzoni, portano il Carroccio lontano da quel 12,6 per cento dei consensi di quando lui era alla Camera.

«Coloro che hanno avuto delle posizioni di rilievo, anche remunerate, dovrebbero avere più rispetto per quei militanti che si alzano la mattina e fanno politica solo per un’ideale», la replica di Bianchi.

«Se invece di parlare continuamente con la stampa», aggiunge, «si lavorasse a testa bassa, rispettosi delle gerarchie sancite dal congresso all’unanimità, sarebbe meglio per il Nord e per i cittadini».

A sentire il segretario provinciale, infatti, «la gente ne ha le scatole piene di polemiche interne ai partiti che non toccano i loro problemi reali».

Eppure Reguzzoni ha posto un problema politico: la linea del Carroccio non convince gli elettori, che alle amministrative l’hanno punita.

«In provincia di Varese abbiamo perso ad Azzate per le note vicende legate al campeggio, ma nel comune più popoloso andato al voto abbiamo vinto», ribatte Bianchi, «a livello nazionale poteva andare meglio, ma comunque si è trattato di un voto amministrativo».

Solo quattro mesi fa, invece, «abbiamo vinto in Lombardia, risultato impossibile senza Maroni». E se è vero che a fondare il Carroccio è stato Bossi, «cara grazia» che l’attuale governatore «l’ha salvata dopo che è stata spinta nel fango da persone sostenute da Reguzzoni come il Trota e il cerchio magico».

Varese

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