VARESE Arriva il Torino e non è mai una cosa banale. Oggi alle 20.45 a Verbania il nuovo Varese di mister Carbone sfida il nuovo Toro targato Giampiero Ventura. Per la gente biancorossa – molti tra i supporter biancorossi hanno nel cuore anche un pizzico granata – il match di stasera è anche e soprattutto guardare negli occhi Giulio Ebagua. Sì, perché Ebagua non era un avversario qualunque neanche quando giocava in C2 al Canavese; figuriamoci dopo due anni vissuti da protagonista all’ombra del Sacro Monte. E che anni: promozione in B dalla Prima Divisione e mancato salto in A per un soffio nel modo che tutti ricordano. Nel luglio 2009 arrivò a Varese un ragazzo di 23 anni con mezzi fisici e tecnici non ordinari. Ma quel che colpì del Giulio biancorosso erano l’ambizione e la fiducia nei propri mezzi. Quella faccia tosta che, da avversario, dava la stura a
fischi e sberleffi. Da biancorosso, invece, il sentimento è stato da subito quello di protezione e di elezione a leader della squadra. L’esordio, destro del 2-0 al Perugia alla prima di campionato, esemplificò in un attimo quel che sarebbe stato il rapporto viscerale Masnago-Ebagua. Una liasion non priva di scontri (ricordate l’espulsione – inutile – contro il Benevento in semifinale playoff che gli precluse per squalifica la finalissima contro la Cremonese, rosso corredato da dichiarazioni di addio al Varese nel dopogara?), ma sempre guardando tutti negli occhi. I numeri hanno sempre dato ragione al Giulio biancorosso: 12 gol in Prima Divisione, 12 i serie B quest’anno: per un ragazzo cresciuto a Moncalieri e nel Torino, e che ha da sempre il granata addosso, tornare a casa era una strada già tracciata. «Questa è una maglia per la quale mi batterà sempre il cuore», ha detto l’ex bomber biancorosso in un’intervista molto recente.
Anche il Toro, dopo i patemi delle ultime due stagione, sembra avere gli occhi di Ebagua. Il presidente Urbano Cairo si è affidato a Giampiero Ventura, un tecnico che ha navigato in mari tempestosi e che in poco tempo si è costruito attorno un’atmosfera carica di fiducia. Cosa che, al Toro, è un evento tutt’altro che scontato. Non che l’avversione diretta a Cairo si sia trasformata all’improvviso in amore, ma nell’aria c’è profumo di novità.
Il presidente, cosa che sembra banale, ha nominato finalmente un direttore generale (Antonio Comi, ex bandiera granata anni ’80), dando più sostanza all’impianto societario. C’è anche altro a dare sostanza all’ottimismo granata: finita la strategia degli acquisti a buon mercato aspettando l’ultimo secondo (con conseguente ritardo di rodaggio del gruppo), Cairo ha dimostrato di avere da subito le idee chiare. Solo così si spiegano gli arrivi dei vari Coppola (Siena), Darmian (Palermo), Iori (Livorno ed ex Varese), Ebagua e soprattutto Guberti (Samp). Solo per citare i nomi più noti.
Tornando al match di stasera, Ventura potrebbe già schierare il neo arrivato, proprio ieri, Parisi, terzino sinistro con pedigree di serie A. Giulio Ebagua dovrebbe partire titolare in coppia con Sgrigna, coppia più in palla rispetto allo scintillante duo Bianchi-Antenucci.
Luca Ielmini
s.bartolini
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