Alberghiero, un settore che preoccupa e che «continua a registare dati non confortanti»: lo segnalano gli albegatori del Varesotto, l’altro ieri riuniti al monastero di Torba per l’annuale assemblea nel corso della quale è stato rilanciato l’accordo con il Fai.
Il grido d’allarme risuona soprattutto dalla zona di Malpensa. «La tenuta delle imprese è a rischio, con conseguenze in termini di occupazione e ricadute sociali».
La denuncia di Federalberghi é quasi un slogan “No ad un’ulteriore distorsione del mercato” per rimarcare l’assenza di regole nell’area dell’aeroporto dove Sea ha appena annunciato di aver firmato un contratto con la società Inter Hospitality per la realizzazione di un “budget design hotel”, un tre stelle con 150 camere doppie, prima struttura ricettiva al Terminal 2 la cui apertura è prevista per la primavera 2014.
Dopo lo Sheraton al T1, ecco «un nuovo passo verso la distorsione del mercato che soffre per eccesso di offerta di camere». Dal varesotto si parla di vera e propria «doccia fredda» riservata agli albegatori della zona da parte di Sea. Gli indici di occupazione e redditività delle stanze sono in picchiata da 6 anni a questa parte (il livello dell’occupazione delle camere è passato dal 73,69%, al 58,94%), spiega Federalberghi e «la maggiore offerta indurrà ad una concorrenza fatta al ribasso, mettendo in serie difficoltà gli albergatori della zona a causa dei drastici ridimensionamenti dei fatturati».
Il numero dei passeggeri, a Malpensa, ha subito un calo nel 2012 del 4% rispetto all’anno precedente e se Sea continua ad essere un concorrente anziché un alleato del territorio, non ci sarà nulla da fare per chi opera intorno allo scalo.
Si spera in un nuovo futuro di Alitalia e in un riordino del sistema aeroportuale lombardo che dia un ruolo forte a Malpensa.
«Una sfida che gli albergatori si augurano possa essere portata a termine dal nuovo Cda di Sea presieduto da Pietro Modiano».
Altro che Expo. «Se si va avanti così, molte strutture dell’area Malpensa a quell’appuntamento non ci arriveranno» lamenta Federalberghi. Intanto «Imu e Tares portano ad un altro appesantimento della pressione fiscale, con aumenti in alcuni casi anche del 200%», annota Guido Brovelli, presidente di Federalberghi Varese. «Per le nostre imprese, in un momento che è già molto critico, questo significa non avere prospettive».
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