BUSTO ARSIZIO I 72 anni di pena inflitti al clan gelese fa discutere. A partire dai giovani. E proprio tra i giovani si fa avanti una nuova iniziativa: un fumetto per combattere la mafia.
Il giorno dopo la condanna in primo grado di Rosario Vizzini, Fabio Nicastro e degli altri affiliati al clan smantellato dalla squadra mobile di Varese e dagli uomini del commissariato di Busto, la reazione è unanime: «Avanti così, l’impegno per la legalità deve essere costante, duraturo e di tutti». Massimo Brugnone, responsabile regionale dell’associazione contro tutte le mafie “Adesso ammazzateci tutti!” rileva: «Le condanne non fanno che confermare ciò che noi sosteniamo sin dal 2007: Busto, l’area circostante, e la Lombardia sono terre mafiose. Oggi constatiamo quanto già sostenemmo in occasione dell’operazione Tagli Pregiati: la mafia è a Busto e non dobbiamo abbassare la guardia».
Interviene Andrea Monteduro, preside del liceo artistico Candiani: «Non mi reputo un forcaiolo ma credo che chi si pone al di fuori della legalità debba pagare e che la società abbia il dovere di vigilare, denunciare ed educare i giovani a combattere fenomeni di questo tipo». I ragazzi del Candiani parteciperanno ancora a Legalitalia: «Manifestazione necessaria affinché sia chiaro che l’impegno antimafia dei nostri studenti è massimo. Gli studenti ascolteranno le esperienze dei familiari delle vittime di mafia. Quindi trarranno un fumetto da quella che più li colpirà».
Un plauso alla giustizia e un incoraggiamento a continuare a denunciare, anche da parte dell’assessore Claudio Fantinati e dal consigliere regionale Luciana Ruffinelli.
m.lualdi
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