Bollino etico per chi fa lo scontrino Un barista spiazza tutti i colleghi

VARESE Lo scontrino fa tendenza, tanto che arriva la proposta di farne una sorta di distintivo di qualità per i commercianti che lo battono. «Scegli questo negozio perché emette gli scontrini», secondo Paolo Bassetti che ha un bar, dovrebbe essere la frase da stampare su un adesivo esposto sulla porta degli esercizi commerciali.

L’iniziativa andrebbe portata avanti dalle associazioni di categoria con una vera e propria campagna di sensibilizzazione sul rispetto delle regole e il pagamento delle tasse. Gli associati che decidessero di partecipare, secondo l’ipotesi di Bassetti, potrebbero attaccare il suddetto adesivo all’ingresso diventando in qualche modo esercenti “garantiti” per i loro clienti. «Ho un bar in un paese di dieci mila abitanti – racconta – batto 460 scontrini al giorno e ho tre dipendenti. Nello stesso paese ci sono attività che dalle 7 alle 17 con tre dipendenti hanno battuto 80 scontrini. Mi spiegate come fanno a pagare l’affitto, il plateatico, i dipendenti? La finanza fa la cosa più giusta con i controlli a tappeto, e se siamo onesti è inutile lamentarsi». Chiede quindi che Ascom e Confesercenti di agevolare quelli che come loro fanno fatica ad arrivare a fine mese ma scelgono di non sgarrare.

Le associazioni di categoria sulla proposta si dividono. L’accoglie a braccia aperte Roberta Vitale, rappresentante dei bar per Confesercenti, che ha vissuto recentemente un episodio poco piacevole durante un controllo della Guardia di Finanza costato al suo esercizio 280 euro di multa. «C’era un gruppo di una quindicina di ragazzini che hanno preso il gelato – racconta – e garantisco di aver battuto tutti gli scontrini perché in cassa c’ero io personalmente. Appena se ne sono andati è arrivata dentro la Guardia di finanza dicendo che non li avevo fatti a tutti». I ragazzini nel frattempo se n’erano andati, e non restava che il registratore di cassa per verificare. «Certo che è tutto memorizzato – precisa – ma come fai a dire che i ragazzini erano 15 e non

16? Tu magari ne hai battuti 15 e loro ti dicono di aver visto 16 ragazzi, ma è impossibile da dimostrare. Alla fine è la tua parola contro la loro, e loro hanno sempre ragione». Quel giorno infatti si è presa 280 euro di multa con tanto di suggerimento di presentare ricorso, se la ritenesse ingiusta. Ma il problema non è solo questo. «Alla terza volta che succede una cosa di questo tipo ti fanno chiudere il locale», spiega, «e io che ho un bar in centro a Varese sono sempre qui con la Guardia di finanza appostata fuori, come se fossimo noi il cancro dello stato». Per questo dice «assolutamente sì» all’idea del bollino: «mi pare una risposta provocatoria ma condivisibile a chi ci fa passare per ladri».

Stronca l’idea invece Gianni Lucchina, direttore di Confesercenti: «Non è applicabile». Teoricamente, rimarca lui, tutti devono rilasciare lo scontrino e pagare le tasse, mentre nessuno è obbligato a iscriversi alle associazioni di categoria. «E chi non è iscritto e non riceve il bollino, viene bollato come possibile evasore? Il punto è che si dovrebbe abolire del tutto lo scontrino fiscale visto che paghiamo già le tasse con gli studi di settore». Inoltre, il rispetto della norma con o senza bollino secondo Lucchina resta in capo al singolo commerciante. «Non potremmo neanche obbligare i nostri associati ad esporre qualcosa».
Francesca Manfredi

e.marletta

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