Varese, Sten confessa l’addio alla vita da writer

VARESE Sten ha detto basta. Si chiama Luca Barachetti, ma così tutti lo conoscono a Varese. La sua storia è quella di un writer che ha abbandonato la strada dell’illegalità per diventare un artista che non deve più nascondersi. «Non voglio più scappare e correre rischi e mi piace lavorare con calma – dice Barachetti – Confesso che ho iniziato anch’io da ragazzino a

scrivere il mio nome sui muri usando le bombolette spray e gli acrilici comprati nei discount. Ma poi, per amore dell’arte, ho fatto un percorso che mi ha portato a seguire una strada diversa. Devo ammettere, però, che non mi piace prendere soldi (se non per ripagare il materiale), perché per me realizzare graffiti è soprattutto una passione e lo deve rimanere per sempre».

E il giudizio sui writers varesini? «Il movimento writer è buono – continua Sten – Ma ci sono troppe tag (sigle) realizzate in modo frettoloso, preferirei vedere street art. Come sticker, poster e stancil. Queste ultime sono maschere di cartone che permettono di ripetere infinite volte un soggetto in maniera regolare».
Neanche a dirlo, secondo Sten: «Monti Bufi e altre scritte del genere non sono assolutamente arte urbana».
<+G_FIRMA>Adriana Morlacchi

m.lualdi

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