BUSTO ARSIZIO Happening della comicità a Busto. Aldo, Giovanni e Giacomo, Ale e Franz, Alessandro Siani, Stefano Chiodaroli, I Mancio e Stigma, Debora Villa e Sergio Sgrilli protagonisti lunedì 14 maggio al PalaYamamay. Ci sono i grandi nomi della comicità, amici del Caffè Teatro di Samarate, per una serata di sicuro divertimento. Non poteva mancare una delle colonne portanti di Zelig, Sergio Sgrilli, che con Samarate ha un legame sin dal 1995.Cosa porterà sul palco del PalaYamamay?È un happening, un ritrovo tra persone che testimoniano il loro affetto verso Caffè Teatro. Si spera nelle interazioni, ci sarà molta improvvisazioni. Non c’è una scaletta vera e propria, ma è così che nascono le serate più interessanti. E dunque sarà importante esserci. Già quattromila i biglietti venduti, un grande successo: come lo spiega?Credo che il pubblico si sia reso conto che è un evento unico, una rimpatriata tra amici che difficilmente potrebbero vedere tutti assieme. E poi Aldo, Giovanni e Giacomo è da un sacco che non si vedono in uno spettacolo dal vivo. Se ci aggiungi tutti gli altri grandi nomi si arriva da una serata di divertimento garantita. Oggi poi la gente ha voglia e bisogno di ridere.Che tipo di legame ha con Caffè Teatro?Con Maurizio e il Caffè Teatro c’è un legame di odio-amore. Amore perché comunque c’è una grande passione nel trattare l’argomento della comicità. “Odio”, e
lo dico con un sorriso, perché vediamo le cose in maniera diversa: litighiamo, ci lasciamo e poi ci riprendiamo. È un rapporto che funziona così dal ’95: come i fidanzati veri, chissà che non si arrivi a fare un figlio insieme….Cosa rappresenta Zelig per lei?Gli devo tantissimo, è un po’ un rapporto odio-amore come con il Caffè Teatro, come nelle grandi famiglie dove c’è chi si invidia, chi si da pugnalate, ma al pranzo di Natale si è tutti intorno allo stesso tavolo. A Zelig devo tantissimo: ho imparato tante, tante, tante cose. È stato una scuola, una palestra incredibile e mi fa piacere far parte di coloro che hanno fatto la storia di quel programma. Credo di aver dato tanto e preso tanto. Trent’anni di palco e venti di professione tra chitarra e monologhi: cosa succede adesso?Sono stati anni magici e ora ho tanta, tanta voglia di fare. Sono Sgrilli da quarant’anni e canto, suono e recito cose che fanno ridere con i miei pregi e i miei difetti. Ora voglio mostrare anche un altro pezzo del mio essere con i monologhi e le canzoni del disco “Dieci venti d’amore”.Quali altri progetti?Ne ho tantissimi con Caffè Teatro. Abbiamo fatto uno spettacolo al Teatro di Gallarate in anteprima nazionale “Nel nome dei padri”: c’è la forte possibilità che ne esca un libro. E poi c’è l’idea di una trasmissione.
s.bartolini
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