Villa Baragiola cade a pezzi e , assessore all’Urbanistica, lancia un allarme: «O qui la si smette di tagliare i fondi agli enti locali, o tutto il patrimonio comunale verrà giù».
Che le condizioni della villa di Masnago – diventata di proprietà del Comune nel 2001 – fossero critiche lo si sapeva da tempo. Ma è da poco che sono comparsi i cartelli che invitano i dipendenti a non parcheggiare l’auto in prossimità dell’ala destra dell’edificio comunale, perché «l’area è pericolante».
In più, cadono cornicioni e sono state messe delle transenne per evitare alle persone di esporsi al pericolo.
È il tetto della villa ad essere pericolante. E la cosa peggiore è che non ci sono soldi per metterlo a posto. «Bisogna intervenire a breve, ma il Comune non dispone di risorse per un intervento decisivo e al momento non si trovano altre forme di finanziamento – dice Binelli, che continua – O qui la si smette di tagliare i fondi agli enti locali, o tutto il patrimonio verrà giù».
E il pericolo? «Villa Baragiola è pericolosa, come lo è la caserma Garibaldi e il castello Belforte – continua l’assessore – O teniamo i nostri soldi qui, o sarà difficile che gli edifici vengano tenuti in piedi. Abbiamo transennato i punti più pericolosi per evitare il danno immediato, ma è ovvio che quella non può essere una soluzione».
Ristrutturare l’intero edificio costerebbe tra i cinque e i sei milioni di euro. «Ma non ci sono soldi – ribadisce Binelli – È inutile chiedere quando si metteranno a posto gli edifici. A malapena si asfalta qualche strada e si imbiancano le scuole. Questa è la situazione in uno dei Comuni più ricchi d’Italia».
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