Dialettica sciolta, gambe elettriche da numero dieci d’antan, mimica facciale penetrante: Benito Carbone conquista. Alla ricerca di una sponda di tranquillità, trasforma l’androne degli spogliatoi in un luogo umanamente coinvolgente. La scienza dell’ottimismo è una pratica complessa, lui la rende agile.
Partiamo dal post Avellino: a caldo ha detto «non sono preoccupato». Motiviamolo a freddo.
Ho rivisto la partita e ne sono sempre più convinto. Le immagini confermano le sensazioni: eravamo al posto giusto. Solo che eravamo troppo lunghi, da qui sono nati i problemi che hanno portato all’eliminazione. Se corti, compatti tra i reparti, possiamo produrre l’intensità necessaria, altrimenti no. E’ una squadra rivoluzionata, servono tempo e pazienza: in campionato diremo la nostra, il Varese è forte.
Mancano dieci giorni all’esordio di Bari: quale avvicinamento?
L’amichevole con la Gallaratese (prevista per domani, ndr) è saltata, vediamo se troviamo qualcuno per sabato. Ottimi anche dieci giorni di lavoro in famiglia: se esce un’avversaria bene, altrimenti giochiamo tra di noi in modo da dare settanta, ottanta minuti a tutti.
Continuerà a testare anche il 4-2-3-1?
Certamente. Come già detto il casino è dipeso dall’essere lunghi, non dal modulo. E ovviamente dal non essere stati concreti: non la buttavamo dentro.
Cosa funziona e cosa no?
Funziona il gruppo, sono tutti a disposizione e hanno la massima flessibilità verso le mie idee. Non funziona che uno è fermo ogni tre giorni, l’altro arriva da un infortunio, un altro ancora è partito dopo ed è fuori condizione.
Solo applausi e zero fischi, se l’aspettava?
Bellissimo, la gente ci dà fiducia e stimoli positivi. Hanno visto che comunque ce l’abbiamo messa, non ci siamo riusciti ma correvamo: i legni presi, il rigore sbagliato, il gol loro arrivato con la deviazione di Cacciatore. Al di là di tutto, hanno anche capito che mi piace giocare a calcio e l’hanno apprezzato.
Punto fermo: Terlizzi.
Speravamo tanto venisse da noi!
Può essere il capitano?
Ha le carte in regola, ma bisogna prima guardare al rispetto per la persona. Per quanto mi riguarda, se Camisa è in campo ha lui la fascia.
Belle sensazioni: Kurtic.
Jasmin è uno vero, poco da aggiungere. Se non che deve migliorare a livello tattico, appena sale il gradino fa un salto di categoria notevole. E segnatevi Filipe: vedrete che giocatore, che tecnica.
Il portiere è davvero una priorità?
Scrivetelo pure in grande, per me non è una necessità: Moreau è bravo e sta facendo parate di gran livello.
Passa la sensazione che lei senta già suo questo gruppo.
Sento mia la squadra e la difenderò alla morte, sono fatto così. Ma sento mie anche la città e la gente, per loro non dovevamo farci eliminare.
Dato cento di potenziale, a quanto siamo adesso?
Sessanta per cento
Samuele Giardina
e.besoli
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