Basket, scoppia la polemica su Venezia a pagamento

Basket, scoppia la polemica su Venezia a pagamento

VARESE Non si può mai stare tranquilli. Una classifica meravigliosa, una squadra bella da vedere, una società seria e solida: tutta roba che a qualcuno sembra non bastare. La polemica scoppiata ieri sta lì a dimostrare che la famiglia dei “mai contenti” è sempre numerosa: tutto è nato dalla decisione della società di far pagare agli abbonati (con uno sconto considerevole) la partita con Venezia, che, dopo il ripescaggio dei lagunari, si è aggiunta alle 15 previste. Apriti cielo. In tanti si sono arrabbiati, qualcuno è pure andato oltre e mantenendo l’anonimato su internet (che stile) ha arringato offendendo i vertici societari: «Ladri».

Stefano Coppa, membro del cda del consorzio, chiarisce la posizione della società: «È vero – dice – abbiamo deciso di far pagare agli abbonati una partita in più. Ma la nostra è stata una scelta coerente: al momento della vendita degli abbonamenti le partite previste erano 15, e nessuno ha mai parlato di inserire una partita in omaggio dopo il ripescaggio di Venezia».

Perché no?
Perché la Pallacanestro Varese è contraria a ogni tipo di omaggio, sempre e comunque. Riteniamo di avere fatto un grandissimo favore ai nostri abbonati, offrendo la possibilità di acquistare il biglietto a un prezzo stracciato, di gran lunga inferiore al rateo dell’abbonamento.

Perché avete scelto la sfida con Venezia?
Anche in questo caso, per coerenza. Sapevamo che sarebbe stata trasmessa in diretta tv e anticipata al sabato, ma abbiamo deciso di far pagare proprio quella partita perché non abbiamo voluto approfittarne.

In che senso?
Sassari ha scelto di far pagare ai propri abbonati la partita contro Milano. Che è stata trasmessa in diretta tv e che ha avuto il tutto esaurito: tutta Italia ha potuto toccare con mano il calore del pubblico sardo, e ha capito di che pasta è fatto il tifoso di Sassari.

Si aspetta lo stesso dalla gente di Varese?
Sì. Io sono convinto che contro Venezia riempiremo il palazzetto.

Altrimenti?
Altrimenti vorrà dire che dovremo farci delle domande sulla coerenza dei tifosi che hanno deciso di stare a casa e vedersela in tv.

In che senso?
Questa squadra e questa società, per quello che stanno dando, si meritano di avere un palazzetto sempre pieno. Io, da tifoso di una squadra che è ai vertici della classifica, non mi perderei mai una partita in casa: per niente al mondo.

Davvero era impossibile regalare questa partita?
Non era impossibile: solo, abbiamo deciso di non farlo. Perché, torno a ripeterlo, siamo coerenti, e perché non navighiamo nell’oro. Mettere in omaggio una partita significherebbe, oltre al mancato incasso, una spesa di 7mila euro fatta di costi fissi, che andrebbe a gravare sul bilancio della società. Senza contare che all’abbonato abbiamo riservato lo stesso trattamento che abbiamo scelto per i nostri consorziati: niente omaggi nemmeno per loro, ma lo stesso forte sconto.

Francesco Caielli

s.affolti

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