Capitali in Svizzera: c’è la sanatoria A Varese caccia a due miliardi e mezzo

Sanatoria per il rientro dei capitali dall’estero, si apre la caccia a due miliardi e mezzo di depositi dei cittadini della provincia di Varese.

Serviranno a far risollevare l’economia o verranno semplicemente spostati su altre tipologie di investimento finanziario? «Occorre al più presto creare le condizioni per incentivare la produzione» l’appello del presidente della Camera di Commercio di Varese Renato Scapolan.

Arriva la sanatoria dei capitali detenuti illegalmente all’estero. Il governo Letta con questo provvedimento mira a riportare in Patria circa un quarto (attorno ai 50 miliardi) della somma stimata di capitali che i nostri concittadini attualmente tengono depositati su conti correnti esteri, pari ad almeno 180 miliardi di euro.

Non sarà un condono, secondo quanto promette il ministro dell’economia Fabrizio Saccomanni. La “sanatoria”, su cui sta lavorando l’esecutivo, dovrebbe alleggerire le sanzioni penali (non punibilità per l’omessa o infedele dichiarazione, attualmente sanzionata con la reclusione da uno a tre anni, mentre per i reati più gravi, ora puniti con una sanzione da 18 mesi a sei anni di reclusione, ci sarebbe il dimezzamento della pena da nove mesi a tre anni) e introdurre uno sconto del 50% sulle sanzioni per il rientro dei capitali, già ridotte dall’ultima legge comunitaria (la confisca è scomparsa e la sanzione va dal 3% al 15% delle somme non dichiarate per i Paesi white list e dal 6% al 30% per i Paesi black list).

Ovviamente non è dato sapere quanti siano i capitali detenuti all’estero dai cittadini della provincia di Varese, ma è possibile avvicinarsi al dato facendo una stima.

Se teniamo conto che a Varese c’è l’1,3% dei depositi bancari totali italiani, è plausibile che una percentuale simile sia trasferibile sui depositi all’estero. Da una stima del genere si evincerebbe che i varesotti posseggono circa due miliardi e mezzo in conti esteri.

E se l’obiettivo che si pone il governo Letta dovesse essere centrato, potremmo aspettarci di rivedere in provincia di Varese almeno 600 milioni di euro nei prossimi tre anni.

A chiedersi che fine faranno questi soldi attesi al ritorno da oltre frontiera è Renato Scapolan, presidente della Camera di Commercio di Varese: «Verranno immessi nel sistema produttivo o in quello finanziario, dove non daranno sviluppo? La risposta è sempre la solita: se non ricreiamo le condizioni economiche e sociali affinché gli imprenditori siano incentivati ad investire sul nostro territorio non ci sarà alcuna ricaduta positiva».

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