Nuovo blitz dei writer in città. Imbrattata la via Monguelfo e cancellati i cartelli stradali. La linea dura dell’amministrazione contro i vandali delle bombolette non sta funzionando, ma la caccia ai graffitari è iniziata.
È guerra aperta tra l’amministrazione varesina e i vandali. Da una parte si inaspriscono le sanzioni per chi imbratta i muri e gli arredi urbani della città. E dall’altra si continua a scrivere e taggare (le firme che i writer “clandestini” lasciano sui muri delle città per segnalare la propria attività).
Da quando è entrato in vigore il nuovo regolamento del decoro urbano, le scritte sembrano aumentate quasi fosse diventata una sfida tra il comune e le crew cittadine.
A nulla è servita la punizione esemplare inflitta a “Dante”, nome d’arte del writer ventenne denunciato lo scorso 21 agosto dai carabinieri di Varese con l’accusa di imbrattamento. Il ragazzo rischia la condanna ad un anno di carcere per aver disegnato un un “throw up”, cioè la versione ingrandita ed elaborata della tag, sul muro perimetrale di una casa in viale Aguggiari. Dante non era nuovo a questo tipo di bravate: l’anno scorso era già stato denunciato, sempre per imbrattamento, per aver dipinto il proprio tag sui muri del centro. Le “bande” di graffittari continuano quindi imperterriti a marcare il territorio. L’ultimo atto di vandalismo è andato in scena la scorsa notte in via Monguelfo. Armati di bombolette spray, i writer hanno scritto sui muri esterni del parco Mantegazza, e hanno cancellato tutti i cartelli di segnaletica stradale, compresi quelli con le indicazioni dei luoghi turistici. L’ingresso al parco del Castello di Masnago sembra adesso un luogo abbandonato. Le mura erano già state prese di mira da altre crew e tra graffiti scoloriti e nuove scritte, non sembra di trovarsi davanti ad uno dei musei e dei parchi cittadini più importanti. I vandali hanno scritto a caratteri cubitali un provocatorio “Andremo in galera”.
«La ricerca degli autori dei graffiti è iniziata – spiega l’assessore alla sicurezza – e procede seguendo e mappando proprio le firme con cui i ragazzi marchiano i loro vandalismi, vantandosene poi online». Il materiale da cui attingere non manca. Vicolo Canonichetta, per esempio, è un registro pubblico delle tag cittadine. Le firme dei vandali sono impresse ovunque, di quelli vecchi e di quelli nuovi, che negli scorsi giorni sono tornati a colpire anche in centro città. Le forze dell’ordine sono quindi vicine al dare un volto agli autori delle firme sui muri.n
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