Al di là degli assenti e di Pavoletti, stiamo sulla corda. Abbasso il clima da Mulino Bianco. Novellino è la serie B, vediamo di esserlo anche noi. Non dobbiamo essere pivellini: da quattro anni siamo qui, e gli uomini battono anche gli episodi e le situazioni.
La gente chiede solo questo: una squadra come quelle di Sannino e Maran, che cerca di mangiarseli tutti ma se vede che è un casino, chiude la diga e non perde. Vogliamo l’arena che non è mai esistita un anno fa, non la lavagna. Vogliamo il sangue, non moduli o tattiche. Basta partite giocate prima sulla carta ma assalti e soprassalti improvvisi. Giù la testa e pedalare: in porta.
Vogliamo giocatori che siano come noi, piccoli e sconosciuti ma cattivi: come Luca Forte che ha fatto la maturità, e magari pensava anche di essere segato, ma si è buttato dentro lo stesso. Vogliamo undici Lazaar, perché non saprà difendere e avrà un sacco di difetti ma si getta nel fuoco e si brucia. Vogliamo undici Bastianoni, perché anche Michelangelo Rampulla fece gli stessi errori quando debuttò in serie B con il Varese, ma poi vinse la coppa dei Campioni.
Non vogliamo che la maglia sia bianca o rossa, ma che sia sudata . Vogliamo undici cavalli lanciati al galoppo, con le narici sbuffanti, che triturano l’erba. Perché quella di Masnago è la nostra erba. Da mangiare. Vogliamo porte aperte, sempre, perché questa è Varese, unica e inimitabile rispetto a tutte le altre piazze, anche famose, che le tengono chiuse. Perché ai vecchi che sono qui da una vita e ai ragazzi della curva, se togli il Varese anche per un solo minuto, è come togliere il pane.
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