Incubo Service-tax a Varese Salasso per 200mila famiglie

«La Service Tax? Una potenziale bomba per l’equilibrio sociale. Anche a Varese». Non ha dubbi , da pochi giorni succeduto a come referente provinciale del Suina, il sindacato inquilini legato alla Cgil.

Perché la nuova tassa, in provincia di Varese, potrebbe andare a gravare sulle tasche di circa 200 mila famiglie. «Il 20% degli italiani vive in affitto – dice di Sicet-Cisl – E a Varese le proporzioni sono le stesse. Così come i problemi di reddito, che crescono con l’avanzare della disoccupazione. E le misure che il Governo sta programmando non sono sufficienti».

Negli ultimi giorni le tasse sulla casa stanno subendo uno stravolgimento. Da gennaio, infatti, dovrebbe entrare in vigore la Service Tax, una nuova tassa che fonderà Imu e Tares.

Una parte, quella sostitutiva dell’Imu e della parte della Tares sui servizi “indivisibili” deiCcomuni (illuminazione, pulizia strade e servizi simili) dovrebbe essere a carico dei proprietari di case.

Ma l’altra parte andrebbe a gravare sugli inquilini pesando, secondo le stime dei sindacati, anche mille euro l’anno. Il rischio, dicono Mostoni e Albetti, «è un aumento degli sfratti. Perché l’80% degli inquilini, anche a Varese, ha un reddito inferiore ai 30mila euro. E il 90% degli sfratti è dovuto a morosità».

Di certo, però, non c’è ancora nulla: «Vedremo se, durante la conversione in decreto, riusciremo a limitare i danni – spiega Mostoni – di fatto la Service Tax per noi è uno choc: dopo le misure prese dal Governo a favore degli inquilini, non ci aspettavamo questa mazzata». Perché negli ultimi giorni sono stati stanziati sessanta milioni per il fondo affitti nazionale, più altri quaranta per le «morosità incolpevoli».

«Ne avevamo chiesti trecento solo per il fondo affitti – sospira Mostoni – invece la risposta è stata quella di stanziare due miliardi dalla cassa depositi e prestiti a sostegno dei mutui. Importante, certo, ma gli inquilini restano il 20% delle famiglie italiane».

Secondo Albetti, «sembra che il Governo non si renda conto di quanto un’ulteriore tassa a carico degli inquilini rischi di incrinare definitivamente non solo la situazione finanziaria, ma anche l’equilibrio sociale».

«In altre città, come la mia Pavia, la situazione è già calda, con inquilini che si oppongono fisicamente agli sfratti, oppure che occupano immobili fatiscenti, ristrutturandoli con il fai-da-te, pur di trovare una soluzione ad un problema, quello della casa, che non viene affrontato da Roma con la giusta attenzione».

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