Da imprenditore a disoccupato: «A 52 anni non leggono nemmeno il tuo curriculum».
È la storia di Giorgio Castiglioni, che da due anni è senza lavoro dopo la chiusura dell’attività di autoscuola e pratiche automobilistiche di famiglia, finita nel vortice della crisi e di una concorrenza nel settore che dopo l’epoca delle liberalizzazioni è diventata eccessiva. «Ringrazio il cielo che vivo da solo, faccio un po’ di fatica ma tiro avanti. Ma se avessi una famiglia da mantenere come potrei campare?» è una domanda senza risposta, quella che si fa Giorgio.
Che a 52 anni chiede solo di poter avere un’altra opportunità per rientrare nel mondo del lavoro, dopo che un’azienda che gli prospettava un’occasione è entrata essa stessa in crisi. «Faccio continuamente il giro delle agenzie interinali e dei siti internet e tutte le settimane mi presento al “trovalavoro” di Castellanza – racconta – purtroppo però ho l’impressione che quando aprono il mio curriculum e leggono l’età, lo cestinano immediatamente senza nemmeno guardarlo».
«Ho fatto anche dei colloqui, ma cercano tutti gente giovane, laureata e con esperienza. Ma tanti anni di professione, a condurre un’attività familiare, davvero non servono a niente?». Nel suo settore, quello delle autoscuole, nessuno assume, visto che in gran parte si tratta di piccole aziende di famiglia, quindi l’età diventa un ostacolo insormontabile.
«Mi occupavo di attività di ufficio, tenevo i rapporti con i commercialisti e con le banche, andavo tutte le settimane in motorizzazione – spiega – ho esperienza da vendere, anche perché ho sempre utilizzato i software informatici come AS400 e Sap, oltre ad Office e persino Photoshop, per passione. Ma quello che vedo in giro è che gli over 50 sono tagliati fuori dal mondo del lavoro» prosegue.
«Credo che, da un lato, il governo dovrebbe prendere qualche provvedimento o incentivo ad hoc per affrontare questa questione, ma dall’altro le aziende dovrebbero mostrare un po’ di sensibilità e di elasticità in più per dare fiducia anche a chi ha più di 50 anni e tanta esperienza da mettere a disposizione».
Un primo maggio un po’ mesto, quello di Giorgio Castiglioni: «La ripresa? Io non la vedo, anzi andiamo verso il peggio, perché aumentano i cassintegrati e i disoccupati».
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