«Posso fare una domanda?» è l’approccio che un uomo di una quarantina d’anni, trasandato e con i denti guasti, ha di solito con le mamme che portano i bambini a giocare ai Giardini Estensi. Passa assai spesso e punta una donna, poi le si avvicina e continua a cercare di “intervistarla”, a volte seguendola per un tratto di strada anche dopo essere stato invitato ad andarsene.
«Non sembra pericoloso, ma certo è fastidioso e insistente, se lo si contraria incomincia a insultare pesantemente, si avvicina alla persona e la tocca. L’altro giorno una signora è stata seguita fino in corso Matteotti. Abbiamo avvertito i vigili ma anche ieri l’uomo era qui», dice , che con i figlioletti viene quasi tutti i giorni ai giardini e si ferma nel parco giochi in basso, dietro la tensostruttura per il cinema all’aperto.
«È fissato con i piedi», fa eco , un’altra mamma frequentatrice del parco, «continua a fargli riferimento e vuole che glieli mostriamo. Però vorrei segnalare un altro fatto poco piacevole, riguardante alcuni ragazzi dei primi anni di liceo che occupano i giochi dei più piccoli e non se ne vanno per dispetto, nonostante noi mamme cerchiamo con le buone di invitarli ad allontanarsi. Hanno un linguaggio da caserma, e spesso ci capita di portar via i nostri figli e andare in “pinetina”, dove però i giochi sono più vecchi e un po’ malmessi».
La Schönbrunn di Varese è spesso visitata da tipi strani, soprattutto nelle zone più appartate, meta di guardoni e tossicodipendenti, ma anche di ubriachi e piccole bande di ragazzini che si divertono a imbrattare ogni muro a tiro di spray.
«Da me tengo soprattutto all’educazione», spiega Lina, la barista “del laghetto dei cigni”, che gestisce il piccolo chiosco da oltre trent’anni. «Se vedo qualche ragazzo che si comporta male, o mette i piedi sul tavolino, subito intervengo, non voglio storie. Girano dodicenni terribili, che quando sono con i genitori si mostrano educati e una volta in gruppo diventano vandali, rovesciando i cestini dei rifiuti, scrivendo dappertutto, devastando i bagni. Questi sono spesso inagibili e gli altri servizi, sotto il porticato di Palazzo Estense, chiudono alle 17, per cui mi capita di mandare chi ha bisogno fino in piazza Monte Grappa».
Anche Gianni, operaio del reparto Verde pubblico del comune, denuncia diversi atti vandalici all’interno del parco: «c’è chi si diverte, ed è capitato più volte, a dar fuoco agli alberi, anche poco distante l’ingresso principale, o a rompere le panchine. Non molto tempo fa hanno acceso un falò vicino alla tensostruttura per il cinema all’aperto, ma solitamente i guai maggiori capitano nei boschetti a lato dei sentieri principali, appartati e fuori dal circuito dei visitatori abituali».
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Non hanno l’aria dei vandali invece Marta, Anna, Renata, Gabriele e Guglielmo, freschi di licenza media alla “Manfredini” di Varese. Al parco vengono per chiacchierare e stare insieme, ogni tanto sciamano a villa Mylius: «i Giardini Estensi ci piacciono molto, sono ben tenuti, ma anche noi abbiamo visto alcuni ragazzi più grandi danneggiare le panchine e le piante. Qui ci troviamo bene, camminiamo e organizziamo la serata», affermano convinti.
Chi sembra davvero felice di essere arrivato è Paolo i, insegnante di inglese di Gallarate, che da casa è venuto a Varese in bicicletta «per il solito giro che amo fare per tenermi allenato. Questo è davvero un bel parco, spesso mi porto un libro e sosto più a lungo, ci sono panchine sufficienti e molto verde. Amo anche camminare nella natura, però preferisco avere come metà la città, e Varese offre sia la pace di un giardino storico sia il fascino dello shopping».
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