VARESE Uno scontro all’ultimo voto. Con il superfavorito Daniele Marantelli, deputato uscente, e il candidato di punta dei renziani Angelo Senaldi, vicesindaco di Gallarate che si dovrà giocare la seconda posizione con il senatore uscente Paolo Rossi (Area Dem). Quest’ultimo, numericamente, rappresenta l’area meno grande. Ma la sorpresa delle primarie parlamentari del Pd, che si svolgeranno a Varese sabato 29 dicembre, sarà la sfida tra donne. Il capogruppo a Busto Erica D’Adda (bersaniana), il consigliere di Fagnano Olona Maria Chiara Gadda (Area Dem) e Sara Battistini (renziana), consigliere a Saronno. Tre candidate a distanza ravvicinata, tutte espressione del sud della provincia. E infatti, durante la direzione provinciale di ieri, dove la lista dei sei è stata approvata, non sono mancate scintille. L’area bersaniana dura e pura, legata a Marantelli, ha fatto quadrato attorno a D’Adda, maldigerendo la candidatura di Gadda, spinta oltre che da Rossi e
dal segretario cittadino di Varese Roberto Molinari, dal gruppo varesino di bersaniano vicino all’ex capogruppo Emiliano Cacioppo e al consigliere comunale Luca Conte. Anche perché Gadda ha raccolto 300 firme (sulle 150 necessarie), dimostrando un grande consenso. In sostanza, pur confermando la fiducia a Marantelli, una parte dei bersaniani vorrebbe dare un segnale di svolta, uscendo dai confini storici della corrente. A sua volta l’Area Dem ha cercato di ostacolare la candidatura di Battistini. La vincitrice avrà serie possibilità di essere candidata, dal momento che il regolamento prevede che, se la donna dovesse arrivare terza, dietro a due uomini, il secondo classificato potrebbe anche essere scavalcato per favorire le pari opportunità. Intanto, Marantelli commenta l’organizzazione delle consultazioni: «Avevamo detto che se la legge fosse rimasta immutata, avremmo fatto le primarie. E così sarà, anche se la legge non è cambiata per colpa del Pdl e di altri».
s.bartolini
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