Nuova batosta fiscale sulle imprese Si alza la protesta: «Non fateci morire»

Allarme Tasi, le categorie si appellano ai sindaci: «No ad una nuova batosta su chi fa impresa». Il rischio per le imprese è di «giocarsi subito i risparmi del taglio all’Irap» con gli aumenti sulla tassazione locale.

I numeri relativi alle prime amministrazioni che hanno applicato il nuovo tributo sui servizi indivisibili, che andrà a sommarsi all’Imu sui capannoni delle attività produttive, fanno paura.

Così le associazioni imprenditoriali fanno quadrato nel chiedere ai sindaci della provincia di Varese di non aumentare la tassazione a carico di chi produce.

«Comprendiamo, anche se non condividiamo, il fatto che l’aumento delle aliquote sia la via più breve per affrontare le difficoltà degli enti locali derivanti da bilanci messi a dura prova dai vincoli del patto di stabilità – ragiona il presidente dell’Unione Industriali di Varese Giovanni Brugnoli – ma in un sistema economico tutto si deve tenere insieme, e un aumento oggi del carico fiscale sugli immobili produttivi rischia di rappresentare un ulteriore problema per la tenuta, in un domani non troppo lontano, delle nostre imprese».

Ai sindaci delle amministrazioni che nelle prossime settimane sono chiamate a deliberare le aliquote del nuovo tributo della Tasi, Univa fa un appello: «Siate lungimiranti e non guardate solo al contingente. La politica industriale si fa anche a livello locale. L’attrattività degli investimenti di un sistema produttivo si gioca anche sui livelli del carico fiscale locale. Un suo ulteriore aumento potrebbe mettere a repentaglio l’aggancio alla ripresa, da cui dipendono anche quegli stessi bilanci dei Comuni, le cui entrate sono legate anche alla contribuzione delle aziende».

Tra Imu, Tari e Tasi il rischio per Brugnoli è che «la riduzione dell’Irap del 10% prevista per il 2014 ce la siamo ormai più che giocata». Sul tema è particolarmente sensibile Confartigianato Varese, che con il suo ufficio studi tiene d’occhio le scelte dei Comuni. «La Tasi – dichiara Mauro Colombo, direttore generale di Confartigianato Varese – lascia ampia discrezionalità ai Comuni nell’applicazione dell’aliquota in base alla rendita catastale. Da qui la nostra preoccupazione: le imprese, con l’applicazione dell’aliquota Tasi più alta, andranno a sostenere aumenti superiori al 20%, più di quanto avevano già pagato nel 2013 tra Imu e Tares. Un boomerang sull’economia del territorio».

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