Varese va a caccia di super lusso per stanare chi beffa il Fisco

Varese va a caccia di super lusso per stanare chi beffa il Fisco

VARESE Il Comune di Varese a caccia di evasori.Per stanarli ha già sfoderato il “redditometro” ma, se fino ad ora si è trattato più che altro di una prova tecnica, da ottobre i controlli diventeranno abituali e sistematici: è in via di costituzione una squadra ad hoc all’interno dell’ufficio tributi.

Nel mirino dei funzionari dedicati e preparati al nuovo incarico finiranno varesini e non, anche se i primi interessati saranno i residenti in città. È più probabile infatti che in Comune risultino anomalie tra reddito dichiarato e indicatori della capacità contributiva nel caso dei varesini, perché su di loro ci sono più dati da incrociare. Una precisazione preliminare è d’obbligo: nessuno si troverà “funzionari-spia” alle calcagna, né fuori dalla porta di casa, né quando parcheggia l’auto di lusso. «È un lavoro che si svolge in ufficio», spiega l’assessore al Bilancio Giuseppe Montalbetti.

Si andranno a vedere abitazioni di categoria catastale pregiata o di grandi dimensioni, l’auto (i dati vengono presi ad esempio quando l’automobilista viene fermato da vigili o forze dell’ordine), imbarcazioni, cavalli, e quant’altro sia indicatore di un tenore di vita dispendioso.La differenza rispetto a quanto avveniva prima sta

nel fatto che il Comune non starà ad aspettare che le anomalie emergano, ma le cercherà di sua iniziativa. In sostanza, si passa da un ruolo passivo a un ruolo attivo nella lotta all’evasione. È quanto previsto dalla manovra d’emergenza, così come dall’applicazione sul campo del federalismo fiscale.

Il Comune del resto è anche incentivato a farlo: secondo l’ultima versione della legge incasserà tutti i proventi dall’evasione segnalata. Perché la nuova norma possa essere applicata come previsto, non basta però l’istituzione del gruppo di lavoro dedicato. «Dovremo istituire anche una commissione tributaria», chiarisce Montalbetti: «Si tratta di una commissione prevista da un decreto degli anni ’40, fortemente contestata dall’Anci ma vincolante perché il Comune possa incassare l’intero gettito».
In diversi casi tale commissione ha finito per diventare una sorta di camera di compensazione dove “piazzare” politici rimasti fuori dal consiglio comunale o dalle nomine assessorili, per farla breve. «Siamo obbligati a costituirla entro il 31 dicembre – spiega Montalbetti – ma una struttura snella e costituita da tecnici, non da politici». Il nucleo anti evasione invece arriverà molto prima. Si sfrutterà lo spostamento dell’ufficio tributi alla palazzina della cultura, in via Sacco, per riunire tutti i funzionari disseminati tra le varie sedi comunali e dedicarne una parte al rilievo delle presunte irregolarità.

«Partiremo ad ottobre, intanto abbiamo già fatto una segnalazione e stiamo lavorando su alcune altre. Sia chiaro che il gruppo comunale non si sovrappone in alcun modo all’agenzia delle entrate e alla guardia di finanza: hanno ruoli diversi e ognuno deve occuparsi del suo».

«Noi essendo più vicini al cittadino abbiamo più facilmente accesso a una serie di dati con cui dare segnalazioni qualificate, sono quelle per cui può partire direttamente il controllo della guardia di finanza senza bisogno di ulteriori accertamenti».

e.besoli

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