Finiscono dieci anni di storia Cortisonici dà l’addio a Varese

Finiscono dieci anni di storia
Cortisonici dà l’addio a Varese

Dieci anni di storia e seimila spettatori all’anno non sono una garanzia sufficiente: gli enti locali e gli sponsor non trovano risorse da dedicare a Cortisonici, e l’associazione che organizza il festival dei corti cinematografici a Varese ha deciso di dire basta. L’edizione 2014 non ci sarà.

«Inutile ogni accanimento terapeutico – scrivono gli organizzatori – è anzitutto per rispetto del pubblico, dei tanti volontari, della fatica e della bellezza di quello che abbiamo fatto finora che bisogna dire basta. Non potremmo sopportare (e non sarebbe giusto infliggere ai tanti che lo amano) un festival che si affievolisce, che perde vitalità, che muore d’inedia. L’avventura finisce dopo aver ospitato a Varese registi da tutto il mondo e dopo aver accompagnato un giovane autore, vincitore della prima, sperimentalissima edizione di Cortisonici, alla Mostra del Cinema di Venezia».

L’anno scorso già era stata minacciata la chiusura del festival, ma alla fine le risorse erano state trovate. Il gruppo di giovani professionisti dietro a Cortisonici, però, ormai sapeva di essere arrivato ad un punto di svolta: dopo la minaccia di chiusura dello scorso anno, la città non ha risposto. L’associazione Cortisonici ha provato a rinnovarsi, proponendo una nuova formula, ispirandosi a Giffoni o Bellinzona, realtà consolidate, che hanno fatto di un particolare tipo di cinema la forza della città.

«Abbiamo scritto un progetto – dicono i ragazzi – ne abbiamo parlato in giro. L’abbiamo presentato al Comune di Varese che non ha ancora risposto. Il progetto rimane nel cassetto, pronto ad esser scongelato insieme al nostro entusiasmo». Eppure il gruppo di Cortisonici ha dimostrato, in questi dieci anni, creatività e inventiva, grazie alle tante iniziative collaterali, aperte ai più giovani, da Cortisonici Lab all’Inferno, la sezione «proibita» del festival. Tra le sue fila sono cresciuti professionisti del cinema: un esempio su tutti è Carlo Prevosti, regista di pellicole pluripremiate come «Con le ruote per terra» o «Sentire il mio passo sul sentiero».

Se il festival chiude i battenti, però, così non farà l’associazione: « Ci vedremo alla prossima iniziativa targata Associazione Cortisonici. Abbiamo voglia quanto voi di sederci ancora, birretta in mano, a guardare del buon cinema. Che sia in una cantina, in un teatro o in una piazza come sempre a noi non importa un granché».

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