È iniziata in questa settimana la serie di incontri per i trent’anni di attività di Pasquale Diaferia, autore pubblicitario, giornalista e uomo di comunicazione varesino. Si parla di pubblicità e business, ma anche di imprese e sviluppo con l’estero, e proprio questo è stato l’argomento dell’incontro di martedì mattina in cui si è discusso di come internazionalizzare le Pmi attraverso la comunicazione.
Investire per promuovere il proprio prodotto deve essere lo strumento per il rilancio, sono troppe le aziende che ancora oggi non sfruttano internet e una comunicazione adeguata. Tra i dati mostrati da Ivan Spertini di KPMG, in Italia il 5% delle aziende ha presenza sul web e usa internet (la media UE è al 14%), nel 2010 solo il 17% delle imprese avevano un sito internet. Anche se Varese esporta molto, è il digitale che migliora le performance delle Pmi. Diaferia ha sintetizzato le esperienze e le testimonianze aziendali a chiusura dell’incontro, la pubblicità crea valore al prodotto e l’errore principale consiste nel considerarla solo come un costo e non come un valore. E oggi vale questo slogan: la comunicazione è l’anima dell’azienda. Chi non comunica, chi non sa farlo, chi non vuole farlo, resta tagliato fuori in un contesto economico critico e che resta ancora molto difficile.
Alberto Ielmini della T&J Vestor (85% di clientela estera), specializzata nel reparto tessile-casa (Missoni Home, Alviero Martini): il passo decisivo con la svolta “life-style”, ricordi dello shooting fotografico nell’atelier di Golasecca per il catalogo alle gif animate per il sito internet. Roberto Pompa della Roda di Gavirate, oggi leader di riferimento, ha spiegato la strategia di investimenti e la promozione B2B per far conoscere ed “educare” il gusto del pubblico,
fino alla ricerca del design (la svolta con la collezione 2007 di Rodolfo Dordoni) che “dialoga” con gli altri mobili. Visione ampia e nessun timore che il mercato si sia allargato, anzi. Proprio grazie alla loro spinta in investimenti e comunicazione i competitor sono stati costretti a rincorrere e il mercato è cresciuto (per la maggior parte sono tutte Pmi da 15-20 milioni di fatturato), cosa che ritengono molto positiva.
Varese
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