BUSTO ARSIZIO Servizi sociali, il bilancio piange. «Crollano i trasferimenti della Regione per i piani di zona, dovremo fare delle scelte», annuncia l’assessore Ivo Azzimonti in commissione. E ribadisce la sua linea leghista: «Contributi prima ai bustocchi. Oggi gli stranieri, che sono l’8% della popolazione residente in città, ricevono un terzo dei contributi sociali erogati dal Comune».
Prosegue la polemica tra Lega Nord e opposizioni sulla politica sociale, nella riunione della commissione che ha visto le dimissioni del presidente Luigi Chierichetti: gli accordi interni al Pdl prevedevano una “staffetta” con Mario Cislaghi, vicepresidente della commissione Bilancio.
Al centro del dibattito la questione della distribuzione degli aiuti comunali in tempo di crisi e di ristrettezze di bilancio, dopo che Azzimonti ha svelato l’entità dei tagli ai trasferimenti regionali per i piani di zona: quelli per il 2012 crollano a 164mila euro dai 980mila del 2010, dopo che già nel 2011 la sforbiciata aveva ridotto i contributi a 680mila euro. «Se dovrò dire dei no – aggiunge Azzimonti – preferirò aiutare chi è parte della nostra comunità e ha contribuito ad essa. La residenza è una scelta prioritaria».
Anche perché, fa notare l’assessore, i risultati del lavoro dei gruppi tecnici che valutano l’erogazione dei contributi sociali ai bisognosi mostrano come nel 2011 la spartizione abbia visto 192mila euro distribuiti a 194 famiglie italiane e 84mila euro a 65 famiglie di extracomunitari. «La proporzione è due terzi/un terzo, ma gli extracomunitari a Busto rappresentano l’8% dei residenti». Sulla stessa linea il consigliere del Carroccio Adriano Unfer: «Non possiamo aiutare chiunque».
Decisamente contraria a questa linea Erica D’Adda (Pd), che contesta anche l’ipotesi di contributi per i rimpatri (finora valutati solo per una famiglia di nomadi): «Non facciamo passare un messaggio sbagliato. Non possiamo buttare a mare gli extracomunitari dopo aver tanto parlato delle nostre radici giudaico-cristiane». Quello dei trasferimenti per i piani di zona è «un dato allarmante» anche per Giampaolo Sablich (Cinque Stelle), che chiede «tutti i dati sul settore servizi sociali» per poter ragionare sugli eventuali tagli.
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